DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE - S1983


ONOREVOLI SENATORI. - Sulla scorta dell'elaborazione condotta nell'ambito del progetto finalizzato del Consiglio nazionale delle ricerche in materia di organizzazione e funzionamento della Pubblica Amministrazione, di cui é stato direttore Sabino Cassese, nasce questa proposta di modifica dell'articolo 81 della Costituzione.
Un'amministrazione al servizio del pubblico é anche un'amministrazione con i "conti in regola". E la democrazia si riduce a poca cosa - come insegnava Platone - se i governanti non sanno, non vogliono o non sono capaci di spiegare in che modo hanno amministrato la ricchezza comune.
Perció, i conti della Repubblica debbono essere chiari, leggibili e trasparenti, anche per il grande pubblico dei non iniziati. I documenti di bilancio, che son tanti e non allineati fra loro, debbono diventare finalmente comprensibili, come non lo sono oggi - neppure per gli addetti al lavori. Inoltre, tutti hanno il diritto di conoscere le caratteristiche e gli itinerari delle pubbliche gestioni: fonti e natura delle entrate, scopi e destinatari delle spese, risultati conseguiti e obiettivi mancati.
Su queste fondamenta va costruita la disciplina costituzionale del bilancio dello Stato. I suoi caposaldi sono quattro.
Primo: il Governo é il dominus del processo di bilancio. Quindi, il bilancio preventivo e gli eventuali bilanci di assestamento sono presentati dal Governo, che in essi traduce la sua linea di politica economica. E il Parlamento non puó modificare le coordinate (i "saldi di bilancio") entro le quali il Governo intende muoversi, fermo restando il potere del Parlamento di bocciare il progetto di bilancio, determinando la caduta dell'esecutivo.
Secondo: la legge di bilancio é il vero e unico locus delle decisioni che riguardano - per un verso - l'entrata e il prelievo fiscale e - per altro verso - la spesa e le sue destinazioni, senza necessità di far luogo a succedanei come la legge finanziaria e le leggi "di accompagno" alla legge finanziaria.
Terzo: nessun Governo ha il diritto di "ipotecare" la politica economica dei governi futuri. In altri termini, le generazioni e i governi del domani debbono essere, quanto piú é possibile, liberi di compiere le loro scelte senza essere condizionati da quelle dei governi che li hanno preceduti. Perció, niente debiti a carico di chi non é in grado di decidere se accollarseli oppure no. Con un'unica eccezione: che il debito di oggi sia destinato (oltre che ad essere restituito) ad avere una contropartita nel maggior benessere di domani. Dunque, la legge di bilancio e le ordinarie leggi di spesa possono anche disporre il ricorso all'indebitamento, ma solo per fare investimenti e moltiplicare la ricchezza comune. É su questa strada, del resto, che occorre avviarsi se si vuole onorare con i fatti (e non solo a parole) l'adesione al trattato di Maastricht.
Quarto: per verificare l'effettiva copertura finanziaria delle leggi di spesa, occorre consentire il piú rapido accesso al giudizio di costituzionalità. Un'esigenza, questa, tanto piú avvertita, quanto piú - oggi - l'attribuzione o il riconoscimento di situazioni giuridiche soggettive non si accompagna all'indicazione delle risorse che sarebbero necessarie a consentire, di quelle situazioni, l'esercizio effettivo; il che si traduce - inutile dirlo - in operazioni meramente declamatorie e, quindi, demagogiche e negatorie del principio democratico. Peraltro, l'accesso al giudizio della Corte costituzionale non puó essere che selettivo e attribuito a sog getti che possono vantare, rispetto alle leggi di spesa approvate dal Parlamento, legittimazioni qualificate: quindi, il Ministro del tesoro, come rappresentante del Governo, in relazione a leggi che non siano condivise, in tutto o in parte, dal Governo stesso; un quinto dei componenti di ciascuna Camera, in quanto espressione di una minoranza parlamentare significativa (specie se in un regime elettorale a base maggioritaria); la Corte dei conti, quale organo indipendente deputato al controllo dei conti dello Stato.


Testo articoli - S1983
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