ONOREVOLI SENATORI. - Il Parlamento si accinge a modificare gli equilibri
e i rapporti tra i poteri dello Stato. C'é quindi l'occasione di
riesaminare il ruolo e le funzioni del Parlamento stesso.
Se, da un lato, la funzione legislativa é stata ed é in
gran parte subordinata all'indirizzo da parte del Governo, si puó
pensare ad un ampliamento del ruolo ispettivo e di controllo sull'operato
del Governo, delle sue dipendenza gerarchiche e degli enti pubblici, da
parte del Parlamento.
Nello stesso tempo, per bilanciare lo straripante potere della
Magistratura, mi pare altrettanto opportuno consentire al Parlamento almeno
l'esercizio di una funzione ispettiva piú marcata di quella
attualmente prevista dalla Costituzione.
Ritengo cosí che si possa pensare ad un ampliamento del potere
ispettivo mediante il conferimento di tale potere anche in capo ad ogni
singolo parlamentare, oltre che mediante la costituzione di organi
collegiali, quali sono le commissioni di inchiesta.
Una riforma che consentisse l'uso individuale di poteri di inchiesta,
indagine, ispezione, audizione anche da parte del singolo parlamentare
verrebbe inoltre incontro alle aspettative dei cittadini che, nel momento in
cui con il voto conferiscono la propria fiducia all'eletto, si aspettano
anche che lo stesso possa esercitare un potere effettivo e non puramente
virtuale e che, se pur non possa provvedere individualmente e direttamente a
sanare le disfunzioni della pubblica amministrazione, possa almeno indagarne
le cause.
Proprio il sistema elettorale basato sulla competizione nei singoli
collegi elettorali, fa sí che il parlamentare sia scelto piú
per le qualità personali che per l'appartenenza ad uno schieramento
politico.... o almeno cosí dovrebbe essere; e quindi la stessa
affermazione contenuta nell'articolo 67 della Costituzione, secondo la quale
ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue
funzioni senza vincolo di mandato, avrebbe maggiore attuazione proprio
attraverso lo svolgimento individuale di funzioni di indagine, svincolate
sia dalla soggezione al gruppo parlamentare di appartenenza e sia alla
collocazione rispetto al Governo.
Il potere di indagine diretta da parte del singolo parlamentare,
opportunamente disciplinata da norme attuative che stabiliscano poteri e
limiti nell'accesso a luoghi e documenti, dovrebbe quindi esercitarsi molto
piú efficacemente di quanto non avvenga attraverso il ricorso alle
interrogazioni parlamentari attualmente disciplinate dall'articolo 145 del
Regolamento del Senato, dal momento che alla mancata risposta del Governo
potrebbe contrapporsi un'attività di acquisizione di informazioni
direttamente da parte dell'interessato.
Perció, se per un verso é molto forte la richiesta dei
cittadini di sapere e capire, e di avere trasparenza sulle scelte pubbliche,
sull'operato del Governo e della pubblica amministrazione dello Stato e
degli enti economici che ad essi fanno riferimento, dall'altra parte bisogna
che l'elezione qualifichi e legittimi il parlamentare a svolgere un ruolo di
indagine non minore rispetto a quello della Magistratura.
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