ONOREVOLI SENATORI. - A seguito della decisione della Corte
costituzionale in merito alla non reiterabilità dei decreti-legge,
sottoponiamo all'esame del Parlamento una proposta di modifica
costituzionale che ricalca in gran parte il disegno di legge presentato dal
gruppo Rifondazione comunista-Progressisti nella XII legislatura (atto
Senato n. 729). Essa prevede la limitazione di contenuto riferita alle
misure di immediata applicazione e di carattere specifico ed omogeneo (comma
1), nonché il ripristino dell'efficacia di norme dichiarate
illegittime dalla Corte costituzionale (comma 2) l'impossibilità di
reiterare norme di decreti non convertiti in legge (comma 2), la
possibilità per un quinto dei membri di ciascuna Camera di ricorrere
alla Corte costituzionale entro cinque giorni dalla conversione in legge del
decreto (comma 6).
Nella redazione del presente disegno di legge si é peraltro tenuto
conto dell'esame del citato atto Senato e dei disegni di legge ad esso
collegati, svolto in Commissione affari costituzionali nella scorsa
legislatura. Pertanto si é ritenuto di dover acquisire le indicazioni
emerse nella direzione di una limitazione per esclusione delle materie
passibili di decretazione (divieto di decretazione su libertà o
diritti fondamentali, materie costituzionali ed elettorali, deleghe
legislative, delegificazioni, di cui al comma 2), piuttosto che una
limitazione per elencazione delle materie passibili di decretazione.
L'acquisizione di simile impostazione, relativamente piú aperta al
potere di decretazione, ci pone risolutamente contro qualsiasi proposta di
limitazione del potere emendativo del Parlamento, che a nostro giudizio deve
assolutamente essere salvaguardato, essendo costitutivo della funzione
legislativa attribuitagli dall'ordinamento.
Infine, dal testo unificato proposto dal relatore in Commissione affari
costituzionali, si é ritenuto di dover accogliere la disciplina
temporanea di cui all'articolo 2 del presente disegno di legge.
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