Onorevoli Deputati! - L'attuale struttura del referendum abrogativo appare inadeguata e costretta entro limiti legislativi troppo angusti che ne accentuano una valenza oppositiva piuttosto che integrativa. Il ricorrente utilizzo delle opportunità offerte dall'articolo 75 della Costituzione ha portato ad un abuso di detto strumento, da parte delle forze politiche, che ne ha snaturato il significato originario. Inoltre la partitocrazia romana ha più volte disatteso le pronunce popolari reintroducendo con legge ordinaria ciò che il popolo aveva abrogato. È dunque opportuno inserire nella Costituzione dei correttivi che amplino le prerogative popolari; si introduce quindi lo strumento del referendum propositivo che possa intrecciare l'iniziativa legislativa, ridisegnandola e garantendo al corpo elettorale una funzione più evolutiva e moderna. In base all'articolo della presenta proposta di legge costituzionale, i cittadini possono infatti essere chiamati ad approvare un progetto di legge redatto in articoli mediante la sottoscrizione da parte di almeno un milione di elettori. Sulla richiesta è previsto il giudizio di ammissibilità da parte della Corte costituzionale, dopo il quale decorre un termine di centottanta giorni per consentire eventualmente il compimento del procedimento legislativo da parte del Parlamento. Ove il progetto di legge sia stato approvato integralmente o con modifiche non sostanziali, il referendum non ha più luogo. Viceversa l'iter referendario procederà secondo le disposizioni della legge ordinaria ed il popolo sarà chiamato ad esprimersi democraticamente.
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