Onorevoli Colleghi! - L'articolo 66 della Costituzione, in ossequio al principio dell'indipendenza costituzionale delle Camere, affida alla Camera di appartenenza il compito di effettuare la verifica delle elezioni.
Per garantire il rispetto della Costituzione e delle norme di legge, l'elezione viene sottoposta ad un duplice controllo. In primo luogo, si verifica la sussistenza dei requisiti per la validità dell'ammissione nell'ufficio (capacità elettorale attiva e passiva, inesistenza di cause di ineleggibilità o di incompatibilità) e poi si verifica la regolarità delle operazioni elettorali.
La decisione finale viene presa dall'assemblea con voto segreto.
In passato, con il sistema elettorale di tipo proporzionale, la funzione di controllo poteva essere correttamente espletata perché non aveva implicazioni politiche.
L'eventuale sostituzione di un membro dell'assemblea comportava infatti il sub-ingresso di un soggetto della stessa lista proporzionale e pertanto appartenente allo stesso partito. Oggi, con il sistema elettorale di tipo maggioritario, la decisione incide sugli equilibri politici interni. È evidente infatti che in caso di contestazione è la maggioranza a decidere se un membro di una Camera possa o meno essere sostituito con il secondo eletto presso il collegio uninominale appartenente, però, ad un altro schieramento politico. Per questo motivo la maggioranza ha il potere di decidere, a seconda della convenienza politica, se mantenere un membro o dichiarare l'invalidità dell'elezione.
La presente proposta di legge costituzionale è finalizzata ad investire della funzione di controllo elettorale un altro organo costituzionale al fine di garantire un giudizio obiettivo e senza implicazioni politiche. La modifica costituzionale proposta si rende necessaria per garantire il rispetto della volontà popolare espressa con il voto ed evitare quindi facili strumentalizzazioni da parte della maggioranza.
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