Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 787 del 10/10/2000
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(Situazione logistica del 26o gruppo squadroni Aves)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Ascierto n. 3-04384 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 6).
Il sottosegretario di Stato per la difesa ha facoltà di rispondere.

MASSIMO OSTILLIO, Sottosegretario di Stato per la difesa. Confermo che l'infrastruttura che ospita il 26o gruppo squadroni «Giove» dell'esercito, all'interno dell'aeroporto San Giusto di Pisa, appartiene all'aeronautica militare che ne ha chiesto la restituzione per le proprie esigenze operative.
La prevista restituzione dell'immobile avverrà gradualmente a partire dalla parte che è attualmente utilizzata per l'accasermamento del personale di truppa (circa 70 uomini). La restante parte dell'immobile necessaria per soddisfare le esigenze operative del gruppo squadroni sarà invece ceduta in un secondo momento.
Di conseguenza entro quest'anno il personale di truppa dovrebbe essere ridislocato logisticamente presso la caserma «Curtatone e Montanara» di Pisa, già sede del soppresso distretto militare del capoluogo toscano, ove peraltro sono presenti anche alcuni magazzini del sopracitato reparto di cavalleria dell'aria. I locali individuati per l'esigenza in questione risultano idonei all'accasermamento del personale e non necessitano di lavori di adattamento o ristrutturazione. Peraltro su questo immobile c'era stata una proposta degli enti locali di acquisirlo, ma per queste esigenze operative tale proposta non potrà essere accolta.
Ciò premesso, in merito ai quesiti posti, il ventiseiesimo gruppo Giove sarà riconfigurato in gruppo di sostegno per le forze e per le operazioni speciali e sarà, quindi, trasferito a Viterbo presumibilmente tra l'anno prossimo e il 2002. Quanto alle diverse soluzioni organizzative prospettate dal collega, desidero precisare che attualmente non sono in corso studi finalizzati ad individuare nuove basi per la «cavalleria dell'aria» nell'ambito della regione Toscana.
Da ultimo desidero sottolineare che le attività di studio condotta per costituire nella sede di Rimini un reggimento di «cavalleria dell'aria», rientravano nelle normali attività dello stato maggiore dell'esercito e non hanno comportato - posso rassicurare il collega Ascierto - alcun onere economico.

PRESIDENTE. L'onorevole Ascierto ha facoltà di replicare.

FILIPPO ASCIERTO. L'interrogazione in questione è una delle tante che ho presentato sull'Aves; forse, a fine legislatura farò una raccolta di tutte queste interrogazioni e delle risposte che mi sono state fornite anche se, a dire il vero, questa è una delle poche risposte che ho ricevuto.
Chi riuscirà a capirci qualcosa di quello che è accaduto all'Aves in questa ristrutturazione generale delle Forze armate, sicuramente sarà un mago. All'Aves abbiamo fatto di tutto, indipendentemente dal fatto che l'aeronautica ha chiesto la restituzione della caserma; vi sono smembramenti che lasciano molto perplessi. Basti pensare a quello che è successo al Mercurio di Firenze, spostato improvvisamente a Rimini; anche da Casarsa i militari sono stati spostati a Rimini e da Rimini di nuovo a Casarsa; l'Aves di Roma è stato spostata a Viterbo, dimenticando che a Roma vi erano anche aerei e non solo elicotteri, mentre a Viterbo non c'è l'aeroporto, o meglio c'è un aeroporto in terra battuta! Ne abbiamo viste di tutti i colori! La trasformazione doveva essere introdotta ma bisognava anche tenere


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conto delle esigenze del personale. A questo riguardo l'unica nota positiva che mi giunge è che esso non ha subito danni.
Rimango fortemente perplesso riguardo al «costo zero» perché probabilmente non si devono sostenere spese dirette, ma vi sono molte spese indirette.
Nel dichiararmi insoddisfatto della sua risposta, caro sottosegretario, le rivolgo una preghiera accorata: per cortesia, non facciamo più niente, altrimenti aggiungeremo danni a danni. In questo momento rimaniamo fermi sull'Aves. E non creiamo ulteriori spostamenti, anzi se proprio si dovrà fare uno spostamento iniziamo a pensare a come riportare il personale di Viterbo a Roma, vicino ad un aeroporto che funzioni, non in terra battuta!

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