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Seduta dell'11/7/2000


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Comunicazioni del presidente.

PRESIDENTE. L'Ufficio di Presidenza dello scorso luglio ha deliberato l'organizzazione della missione a Lecce, che la Commissione effettuerà nelle giornate del 20 e 21 luglio.
La missione prevede incontri con i prefetti delle province della Puglia e con i rappresentanti della magistratura, nonché una visita ai dispositivi adibiti al contrasto del contrabbando e dell'immigrazione clandestina ed un incontro con alcune associazioni di volontariato.
Il Comitato di lavoro incaricato dell'esame del regime di pubblicità degli atti, nelle riunioni del 31 gennaio, del 28 marzo, del 4 aprile e del 10 luglio 2000, ha preso in considerazione varie esigenze di rimozione del vincolo cui sono sottoposti taluni documenti della Commissione e ha ritenuto di proporre alla medesima, secondo le motivazioni per ciascun atto indicate nel prospetto messo a disposizione dei singoli commissari e che, comunque, verrà pubblicato in allegato al Resoconto stenografico della seduta odierna, le conseguenti verifiche e deliberazioni. Per l'illustrazione di queste ultime, do pertanto la parola al senatore Calvi, presidente del Comitato.

GUIDO CALVI, Presidente del Comitato di lavoro incaricato dell'esame del regime di pubblicità degli atti. La proposta del Comitato di lavoro incaricato dell'esame del regime di pubblicità degli atti è assai ampia e complessa, ma ciò è in linea, come tutti sappiamo, con l'intento di giungere, sempre più rapidamente, ad una desegretazione di tutti gli atti possibili, mantenendo il vincolo della segretezza, temporaneamente, soltanto per gli atti assolutamente indispensabili ai fini di indagini.
Come ho già detto, le proposte del Comitato alla Commissione sono assai ampie e attengono, soprattutto, alle attività dei comitati (ciò rende più facile l'utilizzazione delle relazioni dei comitati stessi). Nel documento che gli uffici hanno posto a disposizione dei commissari sono indicate, con molta chiarezza, le ragioni che ci hanno consentito di offrirvi l'opportunità di ratificare le desegretazioni che mi accingo ad elencare.
Voglio ricordare, anzitutto, un problema, sorto questa mattina, relativo alla declassificazione delle lettere inviate alla Commissione dal dottor Montera (documenti 12775/Ris. e 12829/Ris.). Credo che sia assolutamente indispensabile rendere libere queste due lettere, che peraltro la Commissione già conosce, proprio perché esse possono essere oggetto di una valutazione e di un'utilizzazione piena da parte sia del relatore, sia di ciascun commissario.
Vi è poi una lunga serie di atti che reputiamo essere maturi per la declassificazione. Mi riferisco agli stenografici del preesistente III Comitato di lavoro, acquisito


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il parere conforme della senatrice Tana de Zulueta, e del sopralluogo della Commissione a Messina, Siracusa e Catania, del 10, 11 e 12 novembre 1998.
Il Comitato, inoltre, propone alla Commissione le seguenti desegretazioni; del documento n. 692, classificato segreto e titolato «Informazioni relative alla criminalità organizzata ed economica e rapporto con uomini delle istituzioni»; del resoconto stenografico dell'audizione del colonnello della Guardia di finanza Luigi Mamone.
Il Comitato propone la declassificazione del resoconto stenografico dell'audizione del dottor Vittorio Teresi, nonché del documento n. 1663/Riservato «Appunto relativo al nuovo incarico cui è stato destinato il maggiore dei carabinieri Giuseppe Antonio Modesto De Donno», trasmesso alla Commissione il 17 novembre 1999 dal Comando generale dell'Arma, in quanto l'atto è stato distribuito, in forma libera, nel corso della riunione dell'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi parlamentari, del 23 novembre 1999. Non vi è ragione, quindi, perché anche i singoli parlamentari non ne abbiano la piena disponibilità.
Il Comitato propone la declassificazione di diversi resoconti stenografici relativi alle audizioni effettuate nel corso di sopralluoghi conoscitivi della Commissione. In dettaglio, essa riguarda: sopralluogo conoscitivo a Reggio Calabria e Catanzaro del 17, 18, 19 marzo 1997; sopralluogo conoscitivo ad Agrigento del 20 marzo 1997; sopralluogo conoscitivo a Catania del 26 e 27 giugno 1997; sopralluogo conoscitivo a Napoli e Caserta del 16, 17, 18 e 19 giugno 1997; sopralluogo conoscitivo a Bari del 27, 28 e 29 ottobre 1997.
Il Comitato propone la desegretazione del resoconto stenografico dell'audizione del signor Tino Santi Natoli.
Come è evidente, quelli che ho elencato sono atti assai vecchi, già oggetto di valutazione e di discussione, per cui certamente devono essere desegretati.
Il Comitato propone, infine, la desegretazione del resoconto stenografico del dottor Giuseppe Gambino, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Patti. Informato di tale valutazione del Comitato, il dottor Gambino ci rispose che erano in corso indagini delicate, per cui potevano in qualche modo essere compromesse le aspettative che da esse ne derivavano. Il Comitato ha ritenuto ragionevole inviare una lettera al dottor Gambino, affinché ci comunicasse, in modo forse più puntuale, le ragioni che impedivano la rimozione del vincolo. Siamo in attesa di una sua risposta, per cui possiamo tranquillamente rinviare ad altra data la valutazione di questo punto.
In qualità di presidente del Comitato di lavoro incaricato dell'esame del regime di pubblicità degli atti, chiedo che la Commissione approvi quanto il Comitato sottopone alla sua attenzione.

PRESIDENTE. Nel ringraziare il senatore Calvi, sottolineo che è prezioso il lavoro svolto dal Comitato di cui è presidente, per cui è importante, anche in considerazione del fatto che risale ad alcune settimane fa, che oggi la Commissione metta il Comitato nelle condizioni di poter lavorare su altri documenti.

MELCHIORRE CIRAMI. Desidero far notare come, anche nel recente passato, alcuni documenti delle audizioni per i quali si era convenuto sulla segretazione siano stati invece pubblicati per intero su giornali. Mi riferisco, per essere esatto, alla rivista Centonove. All'allora presidente della Commissione, Del Turco, inviai la copia del giornale, a proposito della quale, non avendo io voluto vedere gli atti oggetto della segretazione, gli uffici mi assicurarono che erano stati copiati per intero, financo nella punteggiatura. Ciò per dire che, molto spesso, materiale che deve restare riservato lo è per i parlamentari, non certo per i mass media.

PRESIDENTE. Ringraziando per il suo intervento il senatore Cirami, assicuro che sarà compito della presidenza e di tutti noi fare in modo che per il nostro lavoro siano rispettate al massimo le regole e le procedure che ci siamo date. Qualora


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dovessimo rilevare che così non è, sono pronto, d'intesa con il Comitato e con il suo presidente, ad intervenire anche sul piano giudiziario.

MELCHIORRE CIRAMI. Per non restare nel vago e nel generico, preciso che mi riferivo all'audizione, molto delicata, del procuratore della Repubblica di Messina, Croce, nel corso dell'ultima visita della Commissione.

PRESIDENTE. La ringrazio per questo riferimento, che avvalora ancora di più ciò che ho detto in risposta alla sua importante osservazione.

GUIDO CALVI, Presidente del Comitato di lavoro incaricato dell'esame del regime di pubblicità degli atti. La riservatezza credo che sia un bene al quale tutti noi teniamo. Ritengo, quindi, che abbia assolutamente ragione il senatore Cirami, perché occorrono un forte controllo e un'opportuna sollecitazione affinché non vi siano quelle fughe di notizie che, purtroppo, abbiamo visto e registrato costantemente.
Vorrei soltanto ricordare, a proposito del punto cui ha fatto riferimento il senatore Cirami, quanto deliberato dal Comitato: «Al fine di dare compiutezza a quanto deliberato dalla Commissione in ordine alla comunicazione da dare al dottor Carlo Bellitto, circa l'avvenuta rimozione del vincolo di riservato apposto alla sua lettera, contenente lamentele per l'avvenuta pubblicazione, sul settimanale Centonove, del resoconto stenografico della sua audizione a Messina avanti a una delegazione della Commissione, ritiene di dover proporre alla Commissione medesima, per un corretto rapporto istituzionale e per la oggettiva delicata problematica in questione, l'estensione di tale comunicazione agli altri organi comunque interessati, ab origine, alla vicenda».
Si tratta, cioè, di dare pubblicità ad una lettera di protesta, giustamente inviata dal dottor Bellitto, circa la pubblicazione della sua audizione.
Credo che questo sia anche un modo per rispondere alle giuste preoccupazioni del senatore Cirami.

PRESIDENTE. Pongo in votazione le proposte del Comitato di lavoro incaricato dell'esame del regime di pubblicità degli atti, testé illustrateci dal senatore Calvi.

(La Commissione approva all'unanimità).

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