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Crisi del II Governo D'Alema e formazione del II Governo Amato


16 aprile 2000

Si svolgono le elezioni nelle regioni a statuto ordinario con il nuovo sistema che prevede l'elezione diretta dei Presidenti delle giunte regionali

17 aprile 2000

Dall'esito della consultazione elettorale emerge una netta affermazione della coalizione di centro destra. I leader del Polo e della Lega Nord chiedono le elezioni anticipate per il rinnovo delle Camere.

Il Presidente del Consiglio D'Alema convoca il Consiglio dei ministri per esaminare la situazione politica determinatasi a seguito dei risultati elettorali. Il Presidente del Consiglio comunica al Consiglio, che condivide l'iniziativa, l'intenzione di sottoporre al Capo dello Stato le dimissioni dell'Esecutivo

Il Presidente del Consiglio si reca al Quirinale per rassegnare le dimissioni al Presidente della Repubblica Ciampi. Il Presidente Ciampi non accoglie le dimissioni e invita il Presidente del Consiglio a presentarsi in Parlamento.

19 aprile 2000

Il Presidente del Consiglio si presenta al Senato per rendere comunicazioni. Nel suo intervento l'on. D'Alema dichiara che le dimissioni del Governo rappresentano un atto di sensibilitÓ politica, non corrispondente ad un dovere istituzionale. D'altra parte, non considera giusto, nÚ obbligato, far discendere dal risultato elettorale uno scioglimento anticipato delle Camere. Il Governo, secondo D'Alema, deve garantire lo svolgimento dei referendum giÓ fissati per il 21 maggio; particolare rilievo, data la necessitÓ di completare la transizione verso un sistema che consenta una maggiore stabilitÓ politica, assume il referendum sull'abolizione della quota proporzionale. Le diverse ipotesi di modifica del sistema elettorale muovono in ogni caso da una generale considerazione di inadeguatezza del sistema vigente, che sarebbe dunque paradossale e contrario agli interessi del Paese porre a base di nuove elezioni politiche.

La seduta viene sospesa per permettere al Presidente D'Alema di recarsi alla Camera per consegnare il testo delle comunicazioni rese al Senato.
Al Senato la seduta riprende con la discussione sulle comunicazioni del Governo e si conclude con la replica del Presidente del Consiglio, il quale comunica la sua intenzione di riunire il Consiglio dei ministri e di recarsi successivamente dal Capo dello Stato per riferire sugli esiti del chiarimento parlamentare.
Si riunisce il Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio informa il Consiglio della sua intenzione, conseguente alle dichiarazioni rese al Senato e al dibattito parlamentare successivo, di recarsi al Quirinale per rassegnare definitivamente al Capo dello Stato le dimissioni del Governo. Il Consiglio condivide la scelta compiuta.
Il Presidente del Consiglio rassegna le dimissioni al Capo dello Stato, che si riserva di decidere e invita il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.
Si tiene un vertice degli esponenti della maggioranza che ha sostenuto il Governo D'Alema, a conclusione del quale le forze politiche che vi prendono parte si dichiarano unite nel chiedere un Governo, guidato da una figura di alto profilo istituzionale, che porti a compimento la legislatura.

20 aprile 2000

Il Presidente della Repubblica inizia le consultazioni per la formazione del nuovo Governo: incontra i Presidenti del Senato Mancino e della Camera Violante; l'ex Presidente della Repubblica Cossiga; i Presidenti del gruppo misto del Senato e della Camera; le rappresentanze parlamentari della Vallee d'Aoste; della Suedtiroler Volkspartei (Svp) e dell'Unione autonomista ladina; del Movimento sociale - Fiamma Tricolore; del Partito sardo d'azione; della Lista Pannella; della Liga Alleanza Autonomista - Veneto; de Il centro - Unione popolare democratica; dei Cristiani democratici uniti - Cdu; del Centro riformatore - Upr; del Patto Segni - Riformatori liberaldemocratici; degli Autonomisti per l'Europa; del Partito della Rifondazione comunista; della Lega Forza Nord Padania.

21 aprile 2000

Si concludono le consultazioni del Presidente della Repubblica. Ciampi ha colloqui con la delegazione unitaria del Polo di centrodestra (rappresentanze parlamentari di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Centro cristiano-democratico - Ccd); con la delegazione del centrosinistra costituita dai rappresentanti dei Democratici di Sinistra, dei Popolari, dell'Unione democratici per l'Europa - Udeur, dei Verdi, de I Democratici, del partito dei Comunisti italiani, dei Socialisti democratici italiani - Sdi, di Rinnovamento italiano e dei Federalisti liberaldemocratici Repubblicani; sono infine ascoltati gli ex Presidenti della Repubblica, Leone e Scalfaro.
Il Capo dello Stato affida l'incarico di formare il nuovo Governo al prof. Giuliano Amato, ministro del tesoro del Governo dimissionario, il quale, secondo la prassi, accetta con riserva.
Il Presidente del Consiglio incaricato si reca dai Presidenti delle Camere per comunicare il conferimento dell'incarico e, subito dopo, a Montecitorio, inizia le consultazioni incontrando i rappresentanti dei partiti della maggioranza per discutere in via preliminare le prioritÓ del programma di governo.

22 aprile 2000

Il Presidente del Consiglio incaricato prosegue nel suo ufficio del ministero del Tesoro le consultazioni informali e i contatti telefonici anche con le parti sociali per la definizione del programma e della composizione del nuovo governo.

25 aprile 2000

Il Presidente del Consiglio incaricato continua le consultazioni nel suo studio al Ministero del tesoro attraverso incontri bilaterali con alcuni leader della maggioranza che si Ŕ impegnata a sostenerlo. Amato riceve il presidente di Rinnovamento italiano Dini, il segretario del Partito repubblicano La Malfa, dei Popolari Castagnetti, il leader dei Democratici Parisi, il segretario dell'Udeur Mastella, la portavoce dei Verdi Francescato. Ha inoltre contatti telefonici con con Boselli (Socialisti democratici), Cossutta (Comunisti italiani) e Veltroni (Democratici di sinistra).
Dopo aver concluso le consultazioni, il Presidente del Consiglio incaricato si reca dal Capo dello Stato per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri. Si conclude dopo 6 giorni la crisi di governo.
Il Presidente della Repubblica, con quattro distinti D.P.R. emanati il 25 aprile 2000, accetta le dimissioni che il Presidente del Consiglio D'Alema ha rassegnato il 19 aprile anche anome dei Ministri del suo Governo; accetta le dimissioni rassegnate per le rispettive cariche dai Sottosegretari di Stato, i quali restano in carica per il disbrigo degli affari correnti sino alla nomina dei nuovi Sottosegretari; nomina il Presidente del Consiglio prof. Amato e, su sua proposta, nomina i 24 Ministri (uno in meno rispetto ai 25 del precedente Governo; sette sono i ministri senza portafoglio). Il Ministero dell'industria viene accorpato con quello del commercio con l'estero.
Il Presidente del Consiglio si reca quindi al Senato e successivamente alla Camera per incontrare i Presidenti Mancino e Violante anche per concordare i tempi della presentazione del nuovo Governo in Parlamento.
Introducendo una novitÓ nel protocollo, il Presidente del Consiglio Amato raggiunge Palazzo Chigi, dove ha un colloquio con il Presidente del Consiglio uscente D'Alema.
L'on. Ronchi, con una lettera al Presidente del Consiglio, comunica di voler rinunciare all'incarico di ministro senza portafoglio, al quale Ŕ stato nominato con D.P.R. 25 aprile 2000. Nella lettera con cui annuncia la sua indisponibilitÓ, Ronchi ringrazia Amato di averlo proposto per l'incarico di ministro per le politiche comunitarie.

26 aprile 2000

Al Quirinale il Presidente del Consiglio Amato, e subito dopo i Ministri, giurano davanti al Capo dello Stato pronunciando la formula di rito.

27 aprile 2000

Prima riunione del Consiglio dei ministri. Il Consiglio condivide collegialmente le proposte formulate dal Presidente Amato di nomina a Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con le funzioni di Segretario del Consiglio medesimo, dell'on. Micheli; di conferimento degli incarichi ai Ministri senza portafoglio (per le pari opportunitÓ, per la funzione pubblica, per gli affari regionali, per la solidarietÓ sociale, per i rapporti con il Parlamento, e per le riforme istituzionali), e al Ministro dell'Interno dell'incarico per il coordinamento della protezione civile; di nomina dei 53 Sottosegretari (il numero non comprende il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio giÓ nominato all'inizio della seduta) presso i vari Dicasteri (12 in meno rispetto al precedente Governo). Non vengono attribuite le funzioni di Vicepresidente del Consiglio. Il Presidente Amato espone quindi le linee generali delle dichiarazioni programmatiche che illustrerÓ alla Camera, i cui contenuti sono condivisi ed approvati all'unanimitÓ dal Consiglio.
A Palazzo Chigi i sottosegretari giurano nelle mani del Presidente del Consiglio.
Il Presidente del Consiglio si presenta alla Camera per esporre il programma del nuovo Governo. La seduta viene quindi sospesa per consentire al Presidente del Consiglio di recarsi al Senato per consegnare il testo delle dichiarazioni programmatiche. Alla Camera la seduta riprende con il dibattito sulle comunicazioni del Governo. .

28 aprile 2000

Alla Camera si conclude la discussione sulle comunicazioni del Governo; dopo la replica del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto viene posta in votazione la mozione di fiducia n. 1-00452 (Mussi, Soro, Monaco, Grimaldi, Paissan, Bastianoni, Crema e Manzione) per la fiducia al II Governo Amato, del seguente tenore: "La Camera, udite le comunicazioni del Governo, le approva e passa all'ordine del giorno". (risultato della votazione: presenti: 622; votanti: 617; astenuti: 5; maggioranza: 309; favorevoli: 319; contrari: 298).

2 maggio 2000

Il Presidente del Consiglio si presenta al Senato e integra l'esposizione del programma del Governo, del quale ha giÓ consegnato il testo subito dopo l'intervento alla Camera. Inizia la discussione sulle comunicazioni del Governo, che prosegue nel giorno successivo

3 maggio 2000

Dopo la replica del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto, il Senato approva la mozione di fiducia al Governo n. 1-00545 (sen. Angius, Elia, Pieroni, Napoli Roberto, Marino, Mazzuca Poggiolini, D'Urso e Marini), analoga a quella approvata dalla Camera (risultato della votazione: presenti: 294; votanti: 253; maggioranza: 147; favorevoli: 179; contrari: 112; astenuti: 2).

16 maggio 2000

In sostituzione dell'on. Ronchi, il Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio, nomina ministro senza portafoglio l'on. Mattioli, al quale viene conferito, il 19 maggio, l'incarico per le politiche comunitarie.

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