DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE - S1647
ONOREVOLI SENATORI. - É ben noto l'annoso e travagliato dibattito
politico che, soprattutto di recente, ha messo in luce la necessità
di una revisione del vigente assetto regionale italiano.
Tale sempre piú pressante esigenza muove dalla constata
inadeguatezza delle vigenti previsioni costituzionali rispetto alle mutate
condizioni politiche, economiche e sociali che attualmente differenziano in
modo sensibile le diverse aree geografiche dell'Italia.
Appare indilazionabile, pertanto, un intervento normativo volto ad
adeguare l'assetto costituzionale alla nuova realtà conferendo alle
singole regioni maggiori poteri e maggiore autonomia e, in attesa della
tanto auspicata riforma istituzionale, intervenendo gradualmente per quelle
regioni dove é piú sentita tale esigenza.
Il presente disegno di legge, nel rispetto dell'unità nazionale,
costituisce un primo passo verso il cosiddetto "regionalismo forte" come
forma di decentramento istituzionale in grado di conferire alle regioni, la
piú ampia autonomia.
A tale scopo si é voluto ricalcare la struttura dello Statuto
della Regione siciliana (con uno sguardo rivolto anche agli Statuti speciali
attualmente in vigore per la Valle d'Aosta, il Trentino Alto-Adige, il
Friuli-Venezia Giulia e la Sardegna), che, come é noto, costituisce
nell'ordinamento italiano un esempio per l'autonomia ed i poteri ad essa
conferiti.
É auspicabile che questa proposta di Statuto speciale per
l'Abruzzo possa aprire un ampio dibattito su una base ben delineata e
rappresentativa di quella meccanica che lo Stato italiano ha deciso essere
la migliore strada per il regionalismo della nostra Nazione.
Non toglie nulla allo Stato centrale che non sia stato già
conferito a parole alla concezione di una nazione basata su un forte
principio di sussidiarietà ed offre concettualmente ed in modo
pratico e palese un modello per altre regioni che desiderino avanzare lungo
la strada responsabile e possibile di una forte autonomia.
In tal modo si mantiene tutto ció che ci unisce, anzi lo si
rafforza e si dà responsabilità al singolo cittadino che non
potrà piú sentirsi lontano dalla gestione della cosa pubblica
della sua regione e della Nazione.