DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE - S1573


ONOREVOLI SENATORI. - É ben noto l'annoso e travagliato dibattito politico che, soprattutto di recente, ha messo in luce la necessità di una revisione del vigente assetto regionale italiano.
Tale sempre piú pressante esigenza muove dalla constatata inadeguatezza delle vigenti previsioni costituzionali rispetto alle mutate condizioni politiche, economiche e sociali che attualmente differenziano in modo sensibile le diverse aree geografiche dell'Italia.
Appare indilazionabile, pertanto, un intervento normativo volto ad adeguare l'assetto costituzionale alla nuova realtà conferendo alle singole regioni maggiori poteri e maggiore autonomia e, in attesa della tanto auspicata riforma istituzionale, intervenendo gradualmente per quelle regioni dove é piú sentita tale esigenza.
Il presente disegno di legge, nel rispetto dell'unità nazionale, costituisce un primo passo verso il cosiddetto "regionalismo forte" come forma di decentramento istituzionale in grado di conferire alle regioni, iniziando in questo caso dal Piemonte, la piú ampia autonomia.
A tale scopo si é voluto ricalcare la struttura dello Statuto della Regione siciliana (con uno sguardo rivolto anche agli altri Statuti speciali attualmente in vigore per la Valle d'Aosta, il Trentino Alto-Adige, il Friuli-Venezia Giulia e la Sardegna), che, come é noto, costituisce nell'ordinamento italiano un esempio per l'autonomia ed i poteri ad essa conferiti.
É auspicabile che questa proposta di Statuto speciale per il Piemonte possa aprire un ampio dibattito su una base ben delineata e rappresentativa di quella meccanica che lo Stato italiano ha deciso essere la migliore strada per il regionalismo della nostra Nazione.
Non toglie nulla allo Stato centrale che non sia stato già conferito a parole alla concezione di una nazione basata su un forte principio di sussidiarietà ed offre concettualmente ed in modo pratico e palese un modello per altre regioni che desiderino avanzare lungo la strada responsabile e possibile di una forte autonomia.
In tal modo si mantiene tutto ció che ci unisce, anzi lo si rafforza e si dà responsabilità al singolo cittadino che non potrà piú sentirsi lontano dalla gestione della cosa pubblica della sua regione e della Nazione.


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