Onorevoli Colleghi! - L'articolo 48 della Costituzione stabilisce che «il voto è personale ed eguale, libero e segreto».
L'articolo 49 stabilisce che «tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».
Numerose altre disposizioni (articoli 83 e 138) presuppongono che all'interno delle Camere esistano maggioranze e minoranze, il voto delle quali è determinante per raggiungere quorum qualificati.
Tutte queste disposizioni dimostrano che i Costituenti del 1946 davano per scontato che all'interno delle Camere e dei consigli regionali, fosse garantita la presenza dell'opposizione democratica.
Recenti teorizzazioni di sistemi uninominali rendono, viceversa, reale il pericolo che sia a livello nazionale, sia a livello regionale, non sia garantita la presenza della minoranza, anche se (in teoria) rappresentativa di quasi la metà del corpo elettorale.
È pertanto indispensabile, pur demandando alla legge elettorale ordinaria la composizione di un sistema organico, fissare con norme costituzionali il principio democratico di rispetto, sia pur minimo, della minoranza, che non può essere azzerata riducendo gli organi legislativi ad espressioni dei consensi popolari, unicamente di chi ha raggiunto la maggioranza assoluta o relativa.
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