(Sezione 1 - Corsi di lingua araba e cinese)
A)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere - premesso che:
il ministro interpellato ha di recente invitato gli studenti a studiare la lingua araba, non solo perché esistono rapporti diplomatici, commerciali ed economici con tutto il sud del Mediterraneo, ma anche per evitare il rischio che le scuole italiane si trasformino in torri di Babele, dove gli studenti italiani non comprendono la lingua dei loro colleghi extracomunitari;
l'assessore del comune di Genova Luca Borzani si è fatto promotore di una singolare iniziativa, e cioè quella di far frequentare corsi di cinese agli insegnanti allo scopo di poter comunicare nelle scuole del capoluogo ligure con i loro allievi cinesi, che a Genova sono la seconda comunità straniera dopo quella ecuadoregna -:
se non ritenga più utile che i giovani studenti extracomunitari imparino la lingua italiana anziché indurre insegnanti e studenti italiani a diventare in «quattro e quattro otto» dei perfetti poliglotti.
(2-02834)
«Armaroli, Alboni, Aloi, Amoruso, Armani, Buontempo, Carlesi, Cola, Colosimo, Contento, Delmastro delle Vedove, Fino, Fiori, Foti, Gramazio, Landi di Chiavenna, Lo Porto, Losurdo, Mantovano, Martini, Mazzocchi, Menia, Nania, Napoli, Carlo Pace, Antonio Pepe, Polizzi, Porcu, Proietti, Savarese, Sospiri, Tatarella, Tosolini, Fei, Marengo, Migliori, Mitolo, Neri, Tringali».
(16 gennaio 2001)