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PRESIDENTE. Chiarito il precedente equivoco dovuto all'errata convinzione che l'ordine del giorno fosse esaurito, il presidente Selva ha manifestato alla Presidenza l'esigenza di porre una questione rilevante all'attenzione dell'Assemblea. Ne ha facoltà.
GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, per la parte di responsabilità che ho nell'averle rivolto, con tono accalorato, qualche parola in più, le chiedo scusa. Forse lei non ha avuto la prontezza di avvertire che la seduta non era terminata e quindi le chiedo scusa.
PRESIDENTE. Onorevole Selva, sarò senz'altro latore della sua richiesta.
Il problema che voglio portare all'attenzione sua e del Governo è di estrema gravità. Sabato pomeriggio, nella città di Rovigo, dei ragazzi di Azione giovani e di Azione studentesca raccoglievano firme - è bene che si sappia - per una cultura libera e proponevano l'abolizione del libro di testo obbligatorio. Si può essere d'accordo o meno, ma credo che questa non sia cosa che offende alcuno né, tanto meno, contraria alla nostra Costituzione. Ebbene, quindici esponenti di un centro sociale, con caschi e bastoni e muniti anche di petardi, si sono avvicinati ai cinque ragazzi che, come dicevo, stavano raccogliendo firme e li hanno picchiati. Uno di questi ragazzi, precisamente il giovane Matteo Zangirolami, è stato ricoverato in ospedale per distacco della retina e potrebbe addirittura perdere un occhio.
Ebbene, per il professor Marsiglia, il quale aveva denunciato un'aggressione risultata completamente inventata, in quest'aula e sulla stampa di tutta Italia si è svolta per quindici giorni una campagna, mentre si è avuto un silenzio totale - ciò ovviamente non riguarda questa Assemblea - da parte degli organi di informazione per un'aggressione che è effettivamente avvenuta e che, lo ripeto, ha colpito tra l'altro un giovane che corre il rischio di perdere un occhio.
Non voglio entrare più nel dettaglio (lo farò naturalmente in occasione della discussione di un documento di sindacato ispettivo che ho presentato), ma fin da ora voglio stigmatizzare nel modo più puntuale e più convinto che non si opera con questi metodi. Peraltro, non si parlava nemmeno - sia detto tra parentesi - del documento che, come è noto, è stato approvato e della proposta avanzata dal consiglio regionale del Lazio, ma di libertà della scuola.
Invito quindi il Governo a rispondere subito all'interrogazione di cui dicevo, anche perché, tra l'altro, è stato riscontrato da decine di persone che erano presenti (si tratta di un episodio verificatosi di sabato pomeriggio nel pieno centro della città di Rovigo) e che sono tutte disponibili a testimoniare, che le forze dell'ordine non sono intervenute e, quindi, vi è stata da parte di queste ultime una carenza, almeno per quanto ci riguarda.
Ripeto che si è trattato di un fatto di eccezionale gravità, perché si è risposto ad argomenti che invocano la libertà di stampa con una aggressione organizzata. Aggiungo per precisione che mentre il tavolo in cui i ragazzi di Azione giovani raccoglievano le firme era stato autorizzato, la manifestazione dei quindici esponenti di un centro sociale (di Rovigo o comunque del Veneto, questo non posso ancora precisarlo) non lo era stata. Non si possono utilizzare due pesi e due misure e, soprattutto, non può essere passato nel più assoluto silenzio - mi rivolgo anche alla stampa - un fatto di eccezionale, dolorosa gravità.


