(Sezione 1 - Incarichi di portalettere svolti da dipendenti delle Poste s.p.a. portatori di handicap)
A)
OZZA e PAMPO. - Ai Ministri delle comunicazioni e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che:
ad avviso dell'interrogante da qualche tempo le Poste italiane Spa, nel rapporto con i dipendenti, stanno attuando una condotta antisindacale, oltremodo lesiva dei più elementari diritti del lavoratore, in chiaro dispregio dei diritti sanciti dalla Costituzione prima e dalla legge n. 300 del 1970 poi;
tale condotta antisindacale viene posta in essere nei confronti di dipendenti assunti, attingendo alle categorie protette ex legge n. 482 del 1968;
all'epoca delle relative assunzioni, i dipendenti portatori di handicap più o meno grave, sono stati inquadrati nell'ex IV categoria, con mansioni interne agli uffici (dattilografi, coadiutori, eccetera), con la rideterminazione delle classi conseguente alla privatizzazione dell'ente, detti dipendenti sono stati collocati nell'area operativa, che comprende anche la qualifica di portalettere che certamente non può essere assolta da detti soggetti;
l'amministrazione, per fronteggiare una nota carenza del settore del portalettere, invece di procedere all'indizione di bandi di concorso, provvede ad invitare, tutti o la maggior parte dei dipendenti de quo a visita collegiale, con la minaccia, peraltro nemmeno velata, di licenziamento certo se non idonei al servizio esterno di portalettere;
tale comportamento illegittimo trova giustificazione solo se collocato in un'ottica antisindacale, di particolare gravità, dato che in futuro, per coprire quei posti interni, dovranno essere banditi nuovi concorsi certamente più appetibili (dal punto di vista spartitorio), sul mercato del lavoro;
tale atteggiamento, se consentito dal Governo creerà nuovi ed insuperabili disagi a lavoratori che hanno tutti i diritti della preservazione del posto di lavoro, ed avvieranno verso la disoccupazione cittadini in età avanzata, per giunta afflitti da invalidità parziale, che certamente subiranno gravi conseguenze sul loro equilibrio psico-fisico, tanto è vero che nei giorni scorsi un dipendente della filiale di Foggia, messo davanti alla prospettiva della perdita del posto di lavoro, con la impossibilità di assicurare la sopravvivenza al proprio nucleo familiare, ha tentato il suicidio -:
cosa ritenga di fare il Governo per evitare il perpetrarsi di tali condotte antisindacali;
quali controlli stia ponendo in essere il competente ministero delle comunicazioni.
(3-04341)
(1o ottobre 1999).