(Sezione 5 - Decesso in carcere di Simona Giglio)
E) Interpellanza:
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che:
Simona Giglio, una ragazza di trent'anni detenuta nel carcere di Pontedecimo dove scontava una condanna ad un anno e due mesi per rapina impropria, è deceduta nei primi giorni di agosto di quest'anno;
la ragazza soffriva di una grave patologia del fegato, causata da eccessiva assunzione di alcool e da immunodeficienza acquisita;
le continue cure di cui Simona Giglio aveva bisogno potevano essere meglio prestate se quest'ultima fosse stata accudita dalla madre che con lei coabitava;
per tale motivo, l'avvocato aveva chiesto, più volte, il rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena o, in subordine, la sostituzione della pena detentiva in carcere con gli arresti domiciliari;
tali richieste sono state puntualmente respinte dal magistrato e dal tribunale di sorveglianza non ritenendosi le condizioni di salute di Simona Giglio gravi al punto da determinare una incompatibilità con il carcere, considerando anche la possibilità che la ristretta potesse ricorrere ai presidi sanitari interni o all'occorrenza esterni e dichiarando che la detenuta medesima versava in condizioni di salute soddisfacenti;
Simona Giglio è però deceduta, per coma da epatopatia, pochi giorni dopo l'emissione dell'ordinanza del tribunale di sorveglianza per il distretto della corte d'appello di Genova;
solo dopo il decesso, il presidente del tribunale di sorveglianza di Genova ha disposto la presenza di un medico nel collegio giudicante;
alla madre della detenuta, invitata telefonicamente dai carabinieri a recarsi in carcere perchè la figlia era in coma, è stata negata la possibilità di vederla poiché
Pag. 32
sprovvista del permesso per il colloquio: poche ore dopo, le venne comunicata la morte della ragazza;
a tutt'oggi, dal carcere non è stata data alcuna risposta alla richiesta di ottenere la consegna di copia della cartella con il referto finale, avanzata dall'avvocato;
per quanto riguarda la restituzione degli effetti personali, dopo la richiesta avanzata al carcere dall'avvocato, è stato inviato un fonogramma ai carabinieri perché invitassero la madre di Simona Giglio a ritirarli, ma, finora, nessuna comunicazione di questo tipo è giunta alla madre -:
se quanto esposto in premessa corrisponda al vero;
in caso affermativo, quali urgenti provvedimenti intendano assumere ed iniziative adottare per accertare eventuali responsabilità.
(2-01391)
«Fragalà, Simeone, Cola, Lo Presti».
(28 settembre 1998).