(Sezione 3 - Indagini giudiziarie sul PCI-PDS)
C) Interpellanza:
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri di grazia e giustizia e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che:
i magistrati del pool di Milano Borrelli, Davigo e Colombo, hanno affermato che «c'è un disegno contro di noi per fermarne l'azione; il mondo della corruzione è ben lontano dall'essere sconfitto avendo costruito una ragnatela che sta avviluppando la lotta contro tangentopoli e la sta imprigionando»;
è stato ipotizzato che dietro i ripetuti e preoccupati allarmi degli esponenti della procura milanese possa essere letto un avvertimento alla sinistra condizionandone le scelte politiche;
le indagini avviate dalla magistratura nella prima fase di «tangentopoli» hanno colpito mortalmente fino all'estinzione alcuni partiti politici, mentre il PCI-PDS, che pure manteneva apparati centrali e periferici costosissimi, è stato solo sfiorato finora dalle inchieste delle diverse procure, nonostante ripetute dichiarazioni al riguardo rese al pubblico ministero Antonio Di Pietro; pertanto, ad avviso degli interpellanti, si rende necessario accertare se le diverse procure della Repubblica abbiano operato efficacemente e imparzialmente le loro indagini sulla corruzione in tutte le direzioni politiche e se, in particolare, abbiano concretamente sviluppato le loro indagini attraverso il sistema bancario così come è stato fatto per tutti gli altri partiti, e sulla fitta ragnatela di società immobiliari risalenti al PCI-PDS, che risultano aver operato per il finanziamento dello stesso partito attraverso garanzie fidejussorie costituenti pegno e altri tipi di garanzie reali a favore delle varie articolazioni del PCI-PDS, al fine di ottenere anticipi, affidamenti e prestiti dagli istituti bancari; i rilevanti importi concessi a fronte di garanzie reali prestate dalle società immobiliari rappresenterebbero infatti una diretta emanazione quale braccio patrimoniale delle federazioni del PCI-PDS;
occorrerebbe altresì verificare se si sia indagato sui legali rappresentanti delle società immobiliari che risultano avere ricoperto cariche politiche o amministrative all'interno delle federazioni del PCI-PDS, risultando così fiduciari, per conto del partito, delle quote delle società immobiliari che gestiscono gli immobili delle federazioni;
andrebbe poi accertato se sia stato formalmente e puntualmente rispettato l'iter societario (delibera d'assemblea, verifica nell'oggetto sociale della facoltà di rilasciare garanzie e per l'importo coperto dai cespiti) nel rilascio delle fidejussioni; quale sia stato il tempo occorrente per il rilascio delle fidejussioni; se sia stato rispettato per le società di capitali (spa-srl) l'obbligo di iscrivere tra le poste di bilancio
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«conti d'ordine» le garanzie prestate e se sia configurabile, nell'eventualità di tale omissione, il reato di falso in bilancio così come ribadito dalla Corte di cassazione quinta sezione penale il 12 febbraio 1992 con la sentenza n. 1585, laddove si affermava che la «omessa menzione in bilancio di un pegno su beni propri della società realizza una falsità relativa alle condizioni economiche della società, cosicché non solo alterati sono i risultati economici dell'esercizio, ma anche quegli elementi patrimoniali rilevanti ai fini della valutazione della potenzialità economica della società»;
occorrerebbe, in conclusione, verificare se le diverse competenti procure della Repubblica e in particolare quella di Milano - che si è distinta per indagini su finanziamenti occulti ai partiti e conseguenti reati societari - abbiano in questi anni di tangentopoli attentamente approfondito tali aspetti e sapere se sia stata riscontrata, in tali casi, oltre l'ipotesi di falso in bilancio anche quella di finanziamento illecito dei partiti o se risulti che siano state avviate indagini su tali ipotesi di reato -:
se siano stati disposti accertamenti di polizia giudiziaria o di altri organi investigativi al fine di individuare società immobiliari collegate o collegabili al PCI-PDS attraverso militanti di partito che agivano in veste di fiduciari;
se dal servizio di vigilanza sul sistema bancario della Banca d'Italia, in sede di controllo degli istituti bancari o dai dati della centrale rischi risultino i rapporti degli istituti di credito della Toscana, della Emilia-Romagna, della Lombardia, del Piemonte, delle Marche, della Sardegna con immobiliari risalenti al PCI-PDS e se si sia avuta occasione di rilevare facilità ed eccessi nel rilascio di fidejussioni o di altre garanzie reali da parte di banche, soprattutto di quelle fortemente radicate nel territorio dell'Italia centrale;
se, in relazione a quanto sopra rappresentato o ad altri elementi di cui si dispone, non si ritenga di procedere urgentemente ad indagini ispettive per verificare i risultati finora conseguiti dall'azione delle procure più impegnate sul fronte di «tangentopoli» e di riferire urgentemente in Parlamento ogni informazione di cui si disponga al fine di consentire ai rappresentanti del potere legislativo di agire senza condizionamenti nella delicata fase delle riforme costituzionali.
(2-01047)
«Volontè, Tassone, Cardinale, Manzione, Teresio Delfino, Pagano, Cavanna Scirea, Danese, Di Nardo, Panetta, Carmelo Carrara, Fabris, Grillo».
(15 maggio 1998).