(Sezione 1 - Risoluzioni)
La Camera,
premesso che:
in Kosovo occorre riportare finalmente la pace: è necessario sconfiggere Milosevich, colpevole dei più agghiaccianti crimini; far ritornare alle loro case centinaia di migliaia di profughi dando loro tutte le garanzie. La strategia del bombardamento ha avuto effetti importanti, ma non risolutivi;
gli «incidenti» con civili uccisi dalle bombe determinano una forte e realistica reazione negativa nell'opinione pubblica; ma nella Nato occorre stare anche con capacità critica, senza alcuna sudditanza, ma con lealtà assoluta. Non si possono assumere iniziative unilaterali, ma è altresì necessario avanzare proposte vere per vincere contro le barbarie e salvare i diritti umani;
impegna il Governo:
a rendere più efficace l'iniziativa politico-diplomatica con il coinvolgimento della Russia e della Cina, assumendo come punto di riferimento essenziale il documento del G8, con le condizioni fissate a Bonn e accolte anche dalla Russia, documento che deve essere portato all'ordine del giorno dell'Onu, sottoponendolo all'esame del Consiglio di sicurezza;
a proporre, nel momento dell'approvazione del documento del G8 da parte del Consiglio di sicurezza, e in accordo con i partners europei, una sospensione dei bombardamenti, con una condizione assoluta: che Milosevich non dia seguito a quella deliberazione dell'Onu nell'immediato, con il ritiro delle sue forze armate dal Kosovo, accettando l'ingresso di una forza di interposizione militare e con il ritorno dei profughi nella loro terra.
(6-00086) (Nuova formulazione)
«Tremaglia, Amoruso, Savarese».
La Camera,
considerato che nella notte del 23 marzo 1999 le forze armate della Nato hanno iniziato pesanti bombardamenti sul territorio della Repubblica Federale di Jugoslavia;
accertato che tali indiscriminati bombardamenti hanno causato un gran numero di vittime di civili inermi ed indifesi per discutibili errori di obiettivi;
ritenendo che tali azioni di bombardamento anche di obiettivi civili come i ponti, le strade e le ferrovie hanno causato uno stato di disperazione nella popolazione del Kosovo, già sottoposta a dure rappresaglie ed azioni belliche da parte delle truppe più o meno regolari dell'esercito serbo e che comunque, i bombardamenti della Nato non hanno raggiunto l'obiettivo, che la Nato si era prefisso, di frenare l'esodo più o meno forzoso di cittadini di etnie diverse dal Kosovo, ma anzi lo hanno accelerato;
visto che le bombe Nato hanno colpito anche l'ambasciata della Repubblica Popolare Cinese di Belgrado, creando serie apprensioni per la pace nel mondo;
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rimarcando che l'Italia si trova in stato di guerra senza che siano stati rispettati gli articoli 11, 78 ed 87 della Costituzione;
considerato che nel lago di Garda e nel mare Adriatico di fronte alla città di Chioggia sono state sganciate, per motivi tattici, bombe non utilizzate da parte di aerei Nato sul territorio jugoslavo, fatto che, oltre a destare preoccupazione per la sicurezza delle popolazioni delle zone interessate, sarà causa di gravi ripercussioni negative sull'economia delle zone turisticamente vocate;
prendendo atto che la Repubblica Federale di Jugoslavia ha liberato i tre prigionieri americani, che ha ufficialmente chiesto l'intervento dell'Onu, unico giudice ed arbitro delle controversie internazionali, e che ha liberato il leader kosovaro Rugova;
visto che come conseguenza immediata dei bombardamenti Nato e della recrudescenza delle azioni belliche dell'esercito serbo il numero dei clandestini che ogni notte sbarcano in Puglia è aumentato in modo esponenziale ed aumenterà se la guerra continuerà;
impegna il Governo:
ad agire in tutte le sedi internazionali opportune per evitare che la Nato si trasformi unilateralmente in una sorta di «gendarme del mondo» ed affinché l'Onu riprenda la sua funzione di giudice unico internazionale per portare la pace nei Balcani superando l'attuale momento nel quale, con la fine del multilateralismo, si è innescata l'assurda abitudine di dirimettere bilateralmente le controversie internazionali;
a sfruttare ogni possibile occasione per restaurare i rapporti tra Alleanza Atlantica, Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese, gravemente compromessi dall'unilateralismo cui si è finora improntata la gestione della crisi kosovara;
a negare alle unità aeree e navali dell'Alleanza Atlantica i supporti necessari alla condizione della guerra decisa a Bruxelles, a partire dall'uso delle basi già da tempo occupate dai veicoli delle potenze della Nato;
a togliere alla Nato la disponibilità delle unità aeree, navali e terrestri del nostro Paese nel quadro dello svolgimento della guerra diretta contro il suolo della Federazione Jugoslava facendo cessare immediatamente i bombardamenti e scegliendo la via politico-negoziale;
ad esprimere le propria solidarietà, oltre che ai kosovari, anche nei confronti delle popolazioni civili residenti nel territorio della Federazione Jugoslava, i cui interessi non sembrano essere stati adeguatamente considerati dalla diplomazia internazionale.
(6-00087)
«Comino».
La Camera,
impegna il Governo
a chiedere la sospensione immediata dei bombardamenti per facilitare la più rapida riunione del consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che porti all'approvazione di un piano di pace per il Kosovo a partire da quello proposto dal G8.
(6-00088)
«Bertinotti, Giordano, Boghetta, Bonato, Cangemi, De Cesaris, Lenti, Malentacchi, Mantovani, Nardini, Edo Rossi, Valpiana, Vendola, Pisapia».
La Camera,
considerato che:
da 57 giorni le bombe della NATO massacrano indiscriminatamente la popolazione civile in Jugoslavia distruggendo città, villaggi, fabbriche, ospedali, acquedotti, scuole, centrali elettriche e televisive, ponti e ferrovie, affamando un intero popolo
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e devastando e inquinando irreparabilmente l'intero territorio dei Balcani;
viene meno così l'alibi della «missione umanitaria» per giustificare quella che appare null'altro che un'inaccettabile guerra imperialista, che ha addirittura programmato, minuziosamente e scientificamente, la spettacolare esibizione di centinaia di migliaia di profughi cinicamente ammassati in grave indigenza, col misero e strumentale scopo di fornire raccapriccianti immagini di propaganda agli asserviti mezzi di comunicazione di massa;
impegna il Governo:
a dissociarsi immediatamente dalle operazioni militari in corso e condotte dalle forze dei Paesi della NATO;
a revocare l'uso delle basi militari della NATO presenti nel nostro Paese con provvedimento a effetto immediato, comprendente l'inibizione dell'intero territorio della Repubblica e dei relativi spazi aerei e navali in relazione a qualsiasi attività logistica e funzionale alla guerra in corso nei Balcani.
(6-00089)«Malavenda».
La Camera,
udite le comunicazioni del Governo prende atto dell'azione fin qua svolta in accordo con gli alleati, anche nella ricerca di una soluzione politica e diplomatica del conflitto, sottolineando come l'azione della NATO ha sempre avuto e mantiene il duplice obiettivo di fermare il genocidio e la pulizia etnica del popolo kosovaro e favorire il ritorno alla stabilità politica dei Balcani;
consapevole che l'azione militare non ha finora prodotto gli effetti politici e umanitari auspicati, profondamente preoccupata per le conseguenze patite dalle popolazioni civili coinvolte nel conflitto, sensibile al turbamento della pubblica opinione e al suo crescente desiderio di un rapido ritorno alla pace;
impegna il Governo
ad appoggiare, d'intesa con gli alleati della NATO, ogni iniziativa che comporti l'adozione da parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU di una risoluzione che contenga i punti del documento sottoscritto dal G8. Non appena tale risoluzione verrà accettata da Milosevic, si potrà stabilire una immediata ed opportunamente concordata sospensione dei bombardamenti sulla Serbia e sul Kosovo per consentire alle parti interessate di adempiere alle disposizioni della risoluzione stessa.
(6-00090)«Pisanu, Selva, Follini».
La Camera,
ascoltate le dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei ministri:
approva e sostiene le proposte e l'azione che il Governo sta svolgendo per una soluzione politica del conflitto;
impegna il Governo
a sviluppare con la massima rapidità, presso gli alleati della Nato e nelle sedi internazionali, un'iniziativa volta all'approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu di una risoluzione sul Kosovo, contenente i punti indicati dalla riunione del G8, per favorire la quale deve essere promossa una sospensione dei bombardamenti. Tale sospensione è volta a consentire la convocazione del Consiglio di sicurezza, sulla base di una risoluzione concordata, e a verificare quindi la disponibilità del governo jugoslavo ad applicarla.
(6-00091)
«Mussi, Soro, Paissan, Grimaldi, Piscitello, Manzione, Lamacchia, Crema, Sbarbati, Volontè».