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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Bianchi Clerici n. 3-03595 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Signor ministro, la stampa ha riferito nei giorni scorsi che lei avrebbe promesso ai rappresentanti del comitato dei comuni della sponda piemontese del Ticino, al presidente della regione Piemonte e al presidente della provincia di Novara di ripartire il traffico in decollo da Malpensa, intervenendo sulle rotte ad ulteriore danno e svantaggio dei comuni lombardi del varesotto, nel cui territorio è posto l'aeroporto.
PRESIDENTE. Il ministro dei trasporti e della navigazione ha facoltà di rispondere.
TIZIANO TREU, Ministro dei trasporti e della navigazione. A seguito dell'avvio dell'aeroporto di Malpensa 2000 è stato subito considerato il problema dell'inquinamento acustico. In prospettiva vi sono commissioni incaricate di individuare criteri per contenerlo complessivamente perché è chiaro che il problema consiste, da una parte, nel ridurre i disagi e, dall'altra, nel redistribuirli. In attesa che si proceda con questi lavori che richiedono tempo, fin dall'inizio, su sollecitazione di tutte le componenti interessate del territorio, abbiamo costituita una task force che ha cominciato a lavorare dallo scorso mese di dicembre proprio sul problema della distribuzione delle rotte e quindi dei disagi. A questa task force partecipano tutte le componenti: un rappresentante del dipartimento dell'aviazione civile, il direttore dell'aeroporto di Malpensa, il rappresentante dell'ENAV nonché rappresentanti sia della regione Piemonte che della regione Lombardia, delle province di Varese e Novara, la SEA e compagnie aeree.
PRESIDENTE. L'onorevole Bianchi Clerici ha facoltà di replicare.
GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Signor ministro, lei non è informato del fatto che i voli sulle rotte cosiddette sperimentali - come lei le ha definite - sono già in corso: gli aerei stanno sorvolando in questi giorni il lago di Varese ed il comune di Varese.
il numero dei voli: Malpensa avrebbe dovuto avere un flusso di 8 milioni di passeggeri e, senza alcuno strumento legislativo che abbia modificato le cose, siamo ora arrivati a 12 milioni di passeggeri: se utilizzerete più rotte, il numero dei voli, evidentemente, aumenterà ancora e la vita sarà un inferno per tutti i comuni che circondano l'aeroporto.
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Pivetti n. 3-03596 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
IRENE PIVETTI. Signor ministro, mi dispiace ma siamo alle solite con l'aeroporto di Malpensa e, pertanto, le toccherà rispondere a questa seconda ed ennesima interrogazione sull'argomento, considerando non soltanto la giornata di oggi, ma l'intero panorama parlamentare.
RENZO TOSOLINI. Brava, benvenuta!
PRESIDENTE. Il ministro dei trasporti e della navigazione ha facoltà di rispondere.
TIZIANO TREU, Ministro dei trasporti e della navigazione. Il tema è evidentemente lo stesso dell'interrogazione precedente, ma con qualche aggiunta che mi consente di fare alcune precisazioni. L'onorevole Pivetti ha sollevato anche il problema dei collegamenti ed è da notare che per quanto riguarda il treno di raccordo con Milano e la terza corsia dell'autostrada i lavori stanno procedendo secondo i tempi previsti, quindi alla fine di maggio sarà attivo il collegamento via treno ed alla fine di ottobre sarà pronta la terza corsia.
molto alta, quindi in effetti siamo in grado di fare una valutazione sulla base dell'esperienza, per ridurre i disagi. Il primo strumento che può essere utilizzato è quello delle barriere: sono previsti a questo proposito dei fondi, che verranno distribuiti secondo l'effettivo impatto del rumore. Tale attività avverrà in parallelo con le misurazioni cui ho accennato nel mio precedente intervento. Alcuni provvedimenti, insomma, possono essere presi subito, ma sempre sulla base di una valutazione obiettiva. Quella dei voli notturni, ad esempio, è una questione importante, la stiamo esaminando: se quello indicato è un caso estremo di disagio, potrà essere affrontato, mi auguro. Anche la situazione specifica di paesi, come quello da lei citato, particolarmente vicini alle piste va affrontata nel contesto generale. È chiaro che la posizione fisica è quella che è, però noi abbiamo a disposizione due piste, che vengono utilizzate nel modo che è stato determinato nella fase iniziale: cambiando la loro utilizzazione, anche il disagio sofferto da quella specifica frazione - che comunque è un po' un caso estremo - potrà essere ridotto. Una risposta definitiva, comunque, potrà essere data sulla base delle misurazioni oggettive, quindi in tempi ragionevolmente brevi.
PRESIDENTE. L'onorevole Pivetti ha facoltà di replicare.
IRENE PIVETTI. Signor ministro, considero la sua risposta una dichiarazione di buona volontà, per cui posso dichiararmi parzialmente soddisfatta.
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Sergio Fumagalli n. 3-03600 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
SERGIO FUMAGALLI. Signor Presidente, onorevole ministro, mi rendo conto che le interrogazioni su questo tema saranno diverse, ma io intendevo sottolineare, in particolare, il seguente aspetto: Malpensa 2000 è una grande infrastruttura che risponde ad un bisogno collettivo rilevante e da essa la realtà lombarda e di tutto il nord Italia si aspetta grossi benefici.
PRESIDENTE. Il ministro dei trasporti e della navigazione ha facoltà di rispondere.
TIZIANO TREU, Ministro dei trasporti e della navigazione. Signor Presidente, in effetti esistono procedure operative di decollo, a Malpensa come in altri aeroporti - visto che le regole sono internazionali -, che in determinate occasioni prevedono passaggi multipli o un'inversione di rotta.
PRESIDENTE. L'onorevole Sergio Fumagalli ha facoltà di replicare.
SERGIO FUMAGALLI. Onorevole ministro, la ringrazio per la sua risposta, anche se le risposte vere alla gente le danno i fatti. Voglio fare solo una considerazione.
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Eduardo Bruno n. 3-03601 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
EDUARDO BRUNO. Signor Presidente, con questa interrogazione i comunisti italiani hanno voluto rappresentare al Governo un problema qual è quello dell'aeroporto di Malpensa che è considerato strategico per lo sviluppo infrastrutturale del paese.
PRESIDENTE. Il ministro dei trasporti e della navigazione ha facoltà di rispondere.
TIZIANO TREU, Ministro dei trasporti e della navigazione. Condivido l'affermazione di partenza dell'onorevole Eduardo Bruno, ossia che ci troviamo dinanzi ad una struttura strategica per il paese e che per questo è stata fortemente voluta.
in meno determinato da congestione. Basta andare a Heathrow per constatare come, pur arrivando in perfetto orario, si debba rimanere in giro per il cielo 40 o 50 minuti, il che rende molto elevati i ritardi da congestione.
PRESIDENTE. L'onorevole Eduardo Bruno ha facoltà di replicare.
EDUARDO BRUNO. Come è ovvio, non ci aspettavamo che il ministro risolvesse in pochi minuti tutti i problemi relativi all'aeroporto di Malpensa. Sappiamo che la questione supera l'impegno del singolo ministro.
GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Noi ci viviamo in quei posti!
PRESIDENTE. Onorevole Bruno, deve concludere!
EDUARDO BRUNO. Vi è, infine, l'esigenza di una puntuale e rigorosa applicazione delle norme sull'inquinamento acustico degli aerei, che deve essere realizzata anche anticipando l'applicazione delle normative comunitarie relativamente all'allegato 16 della convenzione ICAO. Possiamo evitare l'utilizzo degli aerei più rumorosi applicando quanto già previsto dalla Commissione europea. Su questo punto chiediamo l'impegno del Governo.
L'onorevole Bianchi Clerici ha facoltà di illustrarla.
I pochi dati a nostra disposizione indicano che il rumore degli aerei in decollo incide per l'85 per cento sui comuni della provincia di Varese e solo per il 15 per cento su quelli piemontesi, sorvolati già a notevole altezza dagli aerei. In più le rotte di atterraggio colpiscono solo e gravemente i comuni del varesotto: a gennaio un aereo che volava troppo basso ha addirittura scoperchiato il tetto di una casa di Lonate Pozzolo. Le chiedo se quanto riportato dai mezzi di informazione risponda alle sue intenzioni, nella consapevolezza che il cosiddetto riequilibrio delle rotte apre la strada ad un ulteriore aumento dei voli ben superiore agli attuali 500 che ogni giorno atterrano e decollano.
Dico questo perché, dopo un mese e mezzo di lavoro, tutti questi rappresentanti hanno concordemente accettato un metodo di indagine; il testo dell'accordo indica la necessità di effettuare misurazioni precise sulla base di modelli matematici, in modo che si dia l'esatta configurazione della distribuzione dei disagi. In effetti, le valutazioni effettuate sulla base di criteri approssimativi, o sulla base di sensazioni individuali, non sono pertinenti e sufficientemente adeguate.
Siamo ora in fase di approntamento e di assegnazione della gara d'appalto ai soggetti che dovranno effettuare le misurazioni; già nei prossimi giorni sarà in atto tale metodologia di misurazione concordata sulle rotte esistenti e su altre che verranno sperimentate. Occorre, infatti, effettuare misurazioni su tutto il territorio e solo al termine di tali misurazioni - si prevedono circa due mesi di tempo - potremo avere l'esatta raffigurazione dell'attuale distribuzione dei voli e dei relativi disagi: è chiaro che non è sufficiente il numero dei voli, ma occorre anche verificare l'altezza, il modo in cui il singolo rumore si propaga ed il disagio effettivo.
In tal senso ho indicato l'opportunità che, sulla base dei dati oggettivi, si arrivi ad utilizzare nella maniera più equilibrata possibile le rotte e le relative emanazioni acustiche.
Il percorso indicato avrà una prima tappa di avvio delle misurazioni sulle rotte esistenti e, dopo pochi giorni, anche sulle nuove rotte; seguirà una verifica più esatta, sulla base di dati oggettivi, entro un paio di mesi.
Signor ministro, lei dovrebbe anche sapere che vi sono sei centraline di monitoraggio dell'inquinamento già installate, ma nessuno sa per quale motivo il ministero non fornisca i tracciati radar e quali siano le compagnie aeree che violano le rotte.
Dovrebbe sapere anche che presso il Ministero dei trasporti e della navigazione giacciono 15 miliardi che dovrebbero essere utilizzati per opere di mitigazione dell'impatto ambientale, ma che vengono trattenuti e non sono distribuiti né ai comuni, né ai cittadini.
Dovrebbe sapere, signor ministro, che non esiste un piano di protezione civile e che la popolazione non sa che cosa fare qualora, Dio non voglia, capitasse un incidente.
Infine, signor ministro, dovrebbe ben sapere che spalmare le rotte non significa suddividere il disagio ed i rumori; questi ultimi saranno sempre a carico dei paesi e delle frazioni prossimi alle piste di atterraggio e di decollo, a meno che non si modifichino le piste stesse. Usare altre rotte vuol dire, semplicemente, aumentare
Noi siamo gente ragionevole e comprendiamo l'importanza di un'opera come l'aeroporto di Malpensa per lo sviluppo e l'economia; chiediamo, però, opere di mitigazione dell'impatto ambientale, la soppressione dei nove voli notturni, i finanziamenti adeguati per permettere a chi abita nelle zone più colpite di trasferire la propria abitazione, se lo vuole (le ricordo che nell'ambito della legge finanziaria sono stati accantonati, su nostra proposta, 35 miliardi a tal fine); chiediamo lavoro per i residenti, perché ricevano almeno una compensazione. Su questa questione, signor ministro, non ci faremo prendere per fessi (Applausi dei deputati del gruppo della lega nord per l'indipendenza della Padania).
L'onorevole Pivetti ha facoltà di illustrarla.
Io stessa, un anno fa, ho presentato un'interrogazione sull'aeroporto di Malpensa riguardante, quella volta, i disservizi dei trasporti: l'assenza di autostrade e di treni di collegamento tra l'aeroporto e la città di Milano o tra l'aeroporto e l'autostrada Milano-Torino; quei medesimi disservizi che fanno dire in questi giorni al commissario Kinnock che Malpensa sarebbe un eccellente aeroporto se non vi fosse quella magagna dei trasporti.
Comunque, oggi non le chiedo di rispondere a questa interrogazione: anche se è passato un anno confido che, prima o poi, il suo ministero una risposta me la darà. Le chiedo, invece, di rispondere ad una interrogazione sull'inquinamento acustico. Nei pressi delle piste di Malpensa c'è un centro abitato che si chiama Case Nuove, una frazione con 700 abitanti, situata a 300 metri dalla pista, che quindi vede compromessi la vita ed il benessere dei suoi abitanti dal rumore degli aerei nelle fasi di decollo e di atterraggio. Poi, in sede di replica avrò probabilmente il tempo di aggiungere un paio di particolari coloriti, che è sempre utile conoscere, perché aiutano la memoria, ma per il momento le chiedo di rispondere, signor ministro, alla domanda di quelle popolazioni - non alla mia - in merito al loro benessere ed alle prospettive di vita loro e delle loro famiglie.
Sappiamo che un grande aeroporto crea disagi; si tratta di cercare di affrontare il tema nel modo più razionale, evitando anche di raffigurare artificiosamente situazioni non pienamente corrispondenti alla realtà. Vi è una graduazione nell'aumento del traffico (Commenti del deputato Giancarlo Giorgetti), attualmente siamo già ad una potenzialità
Ci terrei, comunque, a far presenti tre punti molto semplici. In primo luogo, naturalmente non esiste soltanto Case Rotte (Commenti dei deputati del gruppo della lega nord per l'indipendenza della Padania)... Case Nuove, chiedo scusa! Il problema riguarda anche altri paesi, come Moncucco, Maddalena, Golasecca, Coarezza, Varano Borghi, che si trovano tutti nella medesima zona e tutti più o meno nelle medesime condizioni: naturalmente, alleviare il disagio degli uni non può voler dire mettere in croce tutti gli altri.
In secondo luogo, una cosa è il problema economico, relativo al risarcimento destinato a chi eventualmente un giorno dovrà traslocare, ma altra cosa, ancor più grave, è il problema del radicamento familiare: la più antica cascina di Case Nuove è del cinquecento, quindi era lì molto prima dell'aeroporto di Malpensa. Intendo dire che vi sono beni non risarcibili, come l'appartenenza ad un pezzo di terra, abitudini radicate - in questi paesi vivono anche persone anziane -, e così via, di cui bisogna tener conto. Tutti questi aspetti, che non concernono i soldi, si chiamano, in una parola, famiglia, vita familiare: di questa io spero e credo che il ministro vorrà tener conto in tutte le decisioni che dovrà assumere da qui in avanti.
Vi è infine una terza brevissima sollecitazione che voglio rivolgere al ministro: non si faccia mai scudo, nel suo operato, di leggi esistenti o non esistenti. Sappiamo che questa abnorme situazione di Malpensa si è verificata perché i criteri applicati al momento della concessione per la costruzione dell'aeroporto erano quelli propri della legge del 1986, quindi difformi da quelli contenuti nella legge attualmente vigente. Il fatto, però, che si sia seguita una legge, anche se sbagliata, non toglie nulla all'abnormità sostanziale di aver costruito un aeroporto senza tener conto degli esseri umani che vivono nelle sue immediate vicinanze. Questo dovrebbe costituire un precedente di come non si dovrebbe agire applicando una legge che non tiene conto della realtà umana. Migliore esempio non si potrebbe avere.
Signor ministro mi dichiaro, pertanto, parzialmente soddisfatta per la sua risposta, ma spero di poterlo essere di più per i suoi buoni propositi.
L'onorevole Sergio Fumagalli ha facoltà di illustrarla.
I sacrifici connessi a questo insediamento, però, ricadono su una piccola parte della popolazione lombarda ed al tema del conflitto tra gli interessi dei pochi ed i benefici della collettività bisogna dedicare grandissima attenzione perché non riguarda solo questa infrastruttura, ma tutte le grandi infrastrutture.
In merito alla questione, vorrei porle alcune domande di carattere tecnico per poter capire meglio. Le chiedo, in primo luogo, se sia vero ed, eventualmente, se si possa rimediare al fatto che alcuni protocolli operativi prevedono passaggi multipli sull'area di Malpensa (doppi passaggi corrispondono a doppio rumore). Inoltre, vorrei altri chiarimenti riguardo all'equità complessiva delle procedure di decollo e di atterraggio considerando che qui non si tratta di contrapporre i bisogni dei lombardi o dei piemontesi ma di risolvere i problemi di tutti.
Nella fase di avvio dell'aeroporto di Malpensa, avendo due piste specializzate, è stata fatta una prima valutazione su quale potesse essere l'ottimo dal punto di vista delle regole tecniche internazionali, nonché da quello dell'impatto ambientale per i paesi a ridosso di tale aerea. Questa prima valutazione è stata inevitabilmente approssimativa. Dico inevitabilmente, perché le rilevazioni attualmente effettuabili a terra servono a fare solo valutazioni approssimative. Faccio notare che le rilevazioni sono state finanziate in maniera già abbastanza consistente: infatti, è già stato fatto un investimento su questi sistemi di valutazione, pari ad oltre 3 miliardi, da parte sia del Ministero dei trasporti e della navigazione sia di quello dell'ambiente, che già da molto tempo collabora con il mio Ministero.
Ci troviamo adesso nella fase, per così dire, di precisazione per fare in modo che l'ottimo sia più certificabile: c'è una procedura di redistribuzione delle rotte con piani di decollo a ventaglio - come da lei suggerito nella sua interrogazione - ma, soprattutto, si sta cercando di fare una misurazione di tipo matematico dell'effettiva corrispondenza tra la rotta e l'effetto acustico sul territorio.
Sulla base dei risultati ottenuti, nell'arco di due mesi, daremo alle rotte una sistemazione definitiva o comunque più precisa, visto che di definitivo non c'è mai nulla in questa materia. Il nostro obiettivo rimane quello dell'equità complessiva, come da lei sottolineato.
Nel territorio lombardo, fortemente urbanizzato e ad alta densità, oggi è molto difficile realizzare qualsiasi tipo di infrastruttura. Se noi non diamo il segnale che, una volta realizzata l'infrastruttura, le persone, che si trovano esposte a dei disagi a causa di una struttura di rilevante interesse pubblico, diventano oggetto di grande attenzione da parte delle autorità e delle istituzioni, non faremo altro che rendere più difficile la realizzazione di qualsiasi altra grande infrastruttura.
Questo è un grande tema che pongo alla sua attenzione perché, se non diamo il segnale che l'attenzione per le persone va al di là del fatto di aver raggiunto il grande obiettivo dell'apertura dell'aeroporto il 25 ottobre, penso allora che determinati comportamenti, senza poterli più sanzionare da un punto di vista morale, ce li ritroveremo inevitabilmente per tutte le grandi infrastrutture di cui peraltro il paese ha un drammatico bisogno.
L'onorevole Eduardo Bruno ha facoltà di illustrarla.
Da una recente missione effettuata a Malpensa, su nostra sollecitazione, dalla Commissione trasporti, sono emersi drammaticamente numerosi problemi, tuttora aperti, sia in ordine alla funzionalità dell'aeroporto (ritardi incomprensibili del traffico aereo: un aspetto sul quale potrei dilungarmi) sia in ordine alla tutela delle popolazioni limitrofe per quanto riguarda l'inquinamento acustico e atmosferico.
Signor ministro, vorremmo evitare che un'opera costata alla collettività oltre 2 mila miliardi diventasse una sorta di cattedrale nel deserto o, peggio ancora, una cattedrale nel parco del Ticino, anche in ragione - così pare - di una scarsa redditività della struttura, non avendo raggiunto l'obiettivo prefissato ovvero il recupero di passeggeri in transito, provenienti da altri scali europei quali Zurigo, Francoforte, Parigi, Londra e via dicendo.
Sappiamo che è difficile rendere compatibili infrastrutture di questo tipo con le esigenze della popolazione circostante, un tema, questo, peraltro già sollevato da altri interroganti. Si tratta di uno dei punti che, come ho già detto, ci siamo impegnati ad affrontare.
Quanto alle questioni specifiche sollevate dall'onorevole Eduardo Bruno, vorrei anzitutto dire che, proprio per evitare che l'aeroporto diventi una sorta di cattedrale nel deserto, abbiamo l'esigenza di recuperare traffico aereo che da anni si era trasferito negli aeroporti del centro-Europa, in modo tale che esso, insieme alle attività indotte, sia riportato alla sede naturale: il nord-Italia in questo caso, dove vi è la maggior parte del fatturato e delle esigenze di traffico.
Dai dati che abbiamo finora emerge che l'obiettivo del riequilibrio non è stato ancora raggiunto ma la tendenza è univoca, in questo senso, tanto è vero che da cinque mesi il traffico di Malpensa è in costante crescita. La media annua è di 15-16 milioni di passeggeri, in linea - direi - con le previsioni più ottimistiche.
Per quanto riguarda il traffico merci è in fase di avanzata costruzione la cosiddetta cargo-city.
Vi sono, quindi, tutti i presupposti economici per un'effettiva crescita capace di favorire lo sviluppo e una ripresa occupazionale consistente diretta e indiretta. È sufficiente pensare che le assunzioni previste, per quanto riguarda gli operatori diretti presso lo scalo di Malpensa, sono di oltre 1.000 unità. Questo è l'effetto diretto, mentre quello indotto è assai maggiore.
Le disfunzioni originarie dello scalo sono andate diminuendo; attualmente tutti i dati indicano che i ritardi medi di Malpensa sono in linea... Attenzione, magari c'è qualche ritardo in più causato da disfunzione ma vi è anche qualche ritardo
Evidenzio che la procedura di verifica dell'impatto ambientale - dal momento che lei solleva anche questo problema - è valida fino a 12 milioni di passeggeri e che, ora che si sta superando questo limite, è in fase di riattivazione. Mi sembra che i benefici auspicati comincino ad essere visibili; anche i collegamenti sono in fase avanzata. Abbiamo, viceversa, il problema di migliorare la distribuzione dei disagi.
Prendiamo atto delle sollecitazioni positive che lei ci ha comunicato, ma ci corre l'obbligo di sottolineare l'esigenza che il Governo predisponga su Malpensa una verifica a tutto campo al fine di impiegare nuovi strumenti normativi per dare le necessarie risposte di sviluppo, di compatibilità e di messa in sicurezza sia dello scalo sia dei cittadini.
Vorremmo sollecitare il ministro ad avviare in tempi brevi la procedura di impatto ambientale evitando questo balletto antipatico tra il Ministero dell'ambiente e quello dei trasporti. È importante procedere a questa verifica perché è stato avviato nella provincia di Varese un piano d'area in cui non è prevista la procedura di impatto ambientale. Voglio sottolineare questo aspetto per gli amici e i colleghi della lega che spesso fanno propaganda elettorale nella provincia di Varese amministrata dalla lega e nella regione Lombardia amministrata dal Polo. Non possiamo ricordarci delle questioni di Varese e di Malpensa solamente a ridosso della campagna elettorale.


