Seduta n. 405 del 16/9/1998

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(Iniziative in relazione alla crisi albanese)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Marinacci n. 3-02838 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).
L'onorevole Marinacci ha facoltà di illustrarla.

NICANDRO MARINACCI. Signor Presidente del Consiglio, questo Governo affermava qualche tempo fa che la causa delle insurrezioni in Albania avesse carattere politico e che bisognava cambiare la sua dirigenza democraticamente eletta in quel paese dopo tanti anni di regime comunista e assolutista, cosa che poi puntualmente è stata fatta, violando, e lo sappiamo tutti in quest'aula, ogni più elementare principio di democrazia, e senza avere voti in Parlamento, vi impegnaste ad un intervento di pax cosiddetta «prodiana» nei Balcani.
Oggi la situazione economica in Albania è recessiva, l'ordine pubblico, lo sappiamo tutti, è un disordine pubblico, la libertà di parola e di pensiero è negata nel Parlamento albanese, e chi parla viene o trucidato o arrestato. Questa è la verità.
C'è poi un'altra verità. I clandestini continuano ad invadere l'Italia, rubano, scippano e spacciano senza controllo e senza punizione, considerate le vigenti leggi italiane sull'immigrazione che questo Governo ha adottato.
Le chiedo solo cosa intenda fare affinché questa situazione e queste piaghe vengano ad eliminarsi.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

ROMANO PRODI, Presidente del Consiglio dei ministri. Sull'immigrazione la mia risposta è chiara. Le leggi recenti rimediano a quanto da lei detto; abbiamo


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stabilito una quota per l'Albania e la riammissione dei clandestini ha assunto ormai una dimensione regolare e continua. In questi giorni siamo un po' turbati dagli ultimi eventi, tuttavia direi che anche in futuro potremo regolare, con l'accordo del Governo albanese, il traffico delle persone in modo pulito, regolare, secondo le leggi che sono estremamente chiare e severe.
Vi è poi il problema che lei poneva della democraticità interna, dell'andamento della vita politica in Albania. Devo riaffermare che l'azione del Governo italiano è volta a far sì che il Governo albanese concentri le priorità di azione sulle esigenze fondamentali del paese, che sono la ricostruzione dell'apparato pubblico che tuteli l'interesse generale, lo sviluppo della società civile, il progresso economico e l'efficace lotta alla corruzione e alla criminalità. Noi rinnoviamo la nostra pressione sul Governo e sull'opposizione perché questi obiettivi vengano raggiunti.
In questi giorni l'Italia ha energicamente richiamato la sua attenzione su questi obiettivi, ha operato anche in sede internazionale, non solo direttamente sui governanti albanesi, ma nell'ambito di tutta l'Unione europea, lavorando anche in consonanza con il Governo greco che, come noi, è interessato a questi problemi, proprio perché vi sia un generale e oggettivo rispetto delle regole democratiche e il superamento di questa crisi.
Abbiamo poi lavorato in un'altra direzione, che per fortuna non si è resa drammaticamente necessaria, cioè quella della protezione degli italiani residenti in Albania, perché ormai la nostra comunità in Albania è numerosa, si tratta di imprenditori, religiosi, pubblici dipendenti, ausiliari che stanno aiutando la ricostruzione dello Stato albanese. Abbiamo dedicato, naturalmente, alla protezione di costoro in questi ultimi giorni le energie più forti e la maggiore urgenza.
Questa è l'azione italiana. Finora, come dicevo nella risposta precedente, non abbiamo una diffusione della tragedia al resto del paese ed abbiamo un segno che le strutture dello Stato si vanno riprendendo. È anche conseguenza dell'aiuto che è stato dato non specificamente al Governo, né all'opposizione, ma allo Stato albanese, alla struttura sociale albanese a ricostituirsi se si è evitata in questi giorni la tragedia che sembrava imminente. Speriamo che questo avvenga anche in futuro.

PRESIDENTE. L'onorevole Marinacci ha facoltà di replicare.

NICANDRO MARINACCI. Signor Presidente, molte volte mi interrogo. È vero che la politica ha due facce, ma qui sosteniamo due cose distinte e distanti. Con gli attuali esponenti dell'opposizione anche il sottoscritto ha rapporti, anche telefonici: ebbene, essi affermano tutto il contrario di quello che lei dice. Una volta facevano vedere perfino tre persone che in piazza Scanderbeg stavano facendo una manifestazione; oggi di Scutari lei non sa niente e di Tirana ci ha detto che la situazione è normale. Oggi gli italiani che sono là dicono che si autodifendono da soli. La situazione non può avere due facce.
Qui, invece, c'è da ricordare che i clandestini vanno e vengono. In Puglia siamo ormai al collasso per ciò che riguarda i clandestini, i quali vanno dappertutto e rubano, mentre secondo le leggi - lei lo sa meglio di me -, preso un clandestino, c'è bisogno di tre carabinieri che lo portino in questura e lo identifichino, dopo di che, quando sarà stato celebrato il processo, costui potrà forse essere rimpatriato.
Io proponevo con un ordine del giorno la famosa Adriatica Lines a 100 mila lire. Ebbene, questo Governo lo sta realizzando, ma non approvò quell'ordine del giorno. Siamo al ridicolo, signor Presidente. Noi italiani - anzi, noi pugliesi o noi terroni - chiederemo di essere razza protetta, perché ormai sono di più i clandestini che abbiamo nelle case. Glielo dice uno che è anche sindaco di una città dove, per quanto riguarda la microcriminalità, con i carabinieri impieghiamo il 70 per cento del tempo per arrestare questa


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gente. Lei lo sa meglio di me, signor Presidente. Eppure, tutto va bene. Signor Presidente, la prego!
È stato sovvertito un sistema democratico, liberamente eletto, e adesso lei ci viene a dire: «Stiamo fermi» - questo le fa onore - «Cerchiamo di ricomporre». Per ricomporre, però, non bisogna minacciare nessuno in un sistema democratico, ma si deve permettere agli esponenti in Parlamento di esprimere le proprie idee. Non bisogna trucidare nessuno, neanche in un Parlamento a colpi di pistola, signor Presidente. Questa, invece, è la verità, che in Albania, che doveva essere un protettorato di questo Governo, la situazione sta sfuggendo di mano...

PRESIDENTE. Deve concludere.

NICANDRO MARINACCI. ...perché anche lì esistono ancora, dopo tanti anni di comunismo, uomini liberi (Applausi dei deputati dei gruppi dell'UDR, di forza Italia, di alleanza nazionale e della lega nord per l'indipendenza della Padania)!

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