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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gnaga. Ne ha facoltà.
SIMONE GNAGA. In sede di discussione sulle linee generali tutti ci siamo trovati d'accordo, anche se forse un po' scettici, sul fatto che ci troviamo dinnanzi ad un provvedimento che ha per oggetto soltanto la modifica di una tabella concernente quei carabinieri che saranno impiegati direttamente presso la Banca d'Italia.
La giustificazione principale del provvedimento di legge in esame, consistente in un cambiamento della tabella del 1982 ed in un aumento di 400 carabinieri, è determinata in primo luogo dalla variazione di orario dalle 42 alle 37 ore settimanali, il che comporta un maggiore onere per la Banca d'Italia, perché richiede maggiori straordinari. Inoltre, i 400 carabinieri in più dovrebbero effettuare un servizio di vigilanza presso la nuova struttura della Banca d'Italia, il nuovo Fort Knox italiano realizzato a Vermicino. Mi sembra però eccessivo destinare a tale funzione 400 carabinieri.
ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Signor Presidente, mi rivolgo alla sua cortesia e a quella dei colleghi, perché si sta ripetendo questa mattina una situazione che si è verificata, purtroppo, già ieri e l'altro ieri e che dipende dalle circostanze più che dalla volontà specifica dei singoli colleghi o dalla politica di qualche gruppo.
Stiamo andando verso la conclusione dello svolgimento di dichiarazioni di voto finale e si arriverà ad una votazione nella quale è largamente prevedibile che mancherà il numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Vito, ne abbiamo già parlato ieri. Non sono, come l'abate Gioacchino di cui parlava Dante, «di spirito profetico dotato»: so che la seduta deve essere sospesa alle ore 14; sono costretto a fare il mio dovere, che è quello di far proseguire la seduta fino a quell'ora. A quel punto, vedremo cosa succederà.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, abbiamo una serie di perplessità e di valutazioni negative su questo provvedimento non in quanto tale ma per quello che esso rappresenta e per i dati preoccupanti che richiama.
senso che facciamo fare loro i vigilanti; questo significa che dello stesso servizio potranno avvalersi anche altre istituzioni. Non ha senso neppure, senatore Brutti, paragonare la Banca d'Italia al Ministero del lavoro o a quello degli esteri: non ci rendiamo conto che, proprio in una fase storica in cui non sappiamo quale sia il ruolo da assegnare alle forze di polizia, aumentando il numero del contingente di 400 persone non si ha nessuna intenzione di instaurare un nuovo clima di carattere strategico nell'ambito dell'Arma dei carabinieri? Tutto questo è accompagnato dalla sicumera del Governo. Non concordo con i colleghi che hanno detto che lei, senatore Brutti, ha insultato il Parlamento non accettando un ordine del giorno perché, a mio parere, è stato onesto avendo detto che il Governo non è nella condizione di fare alcunché, cosa che peraltro già sapevamo. È evidente che, quando si presentano provvedimenti come quello in discussione, si compie un'opera di mortificazione nei confronti dell'Arma dei carabinieri. Non dimentichiamo che questo provvedimento è voluto dalla Banca d'Italia e subito dall'Arma dei carabinieri e dal Ministero della difesa e da quello dell'interno.
di carattere amministrativo, come un provvedimento secondario, dicendo che tanto 400 persone in più ...! Non credo che questo sia un buon viatico per una riforma delle forze di polizia rispetto alla quale mi pare che voi non abbiate le idee chiare, perché volete che predominino i gruppi di potere e i gruppi di pressione che dovrebbero essere invece tenuti a distanza dalle forze di polizia (Applausi dei deputati dei gruppi dell'UDR e di alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.
FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, noi, deputati di alleanza nazionale, forse per la prima volta - è un caso eccezionale - dobbiamo ringraziare il Governo e la maggioranza per averci dato l'opportunità oggi di fare una denuncia qui in aula. Il sottosegretario Brutti sa quale sia la denuncia che intendiamo inoltrare in questa sede: la Banca d'Italia apre a Vermicino una nuova sede; occorrono 400 carabinieri ed il Governo immediatamente presenta un disegno di legge nel quale chiede appunto 400 carabinieri in più e noi, subito, siamo qui a discutere dell'ampliamento di organico di quel personale presso la Banca d'Italia. In tutta Italia, oggi, le forze di polizia sono carenti di organico, ma né il Governo né la maggioranza propongono ampliamenti di organico! Non lo fanno pur conoscendo bene quale sia la situazione delle stazioni dei carabinieri, dei commissariati di polizia; una situazione questa che è stata ripetutamente denunciata dalla valanga di interrogazioni presentate dai deputati del gruppo di alleanza nazionale, che chiedono sempre e comunque una maggiore presenza sul territorio e la tutela per il cittadino sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica.
l'Arma dei carabinieri. Vediamo allora perché i carabinieri si trovano in servizio alla Banca d'Italia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lavagnini. Ne ha facoltà.
ROBERTO LAVAGNINI. Signor Presidente, se per assumere 400 carabinieri in questo paese c'è bisogno di una legge, non finiremo mai di legiferare. Questa è una riflessione personale, che penso però sia condivisa da diversi colleghi.
questi servizi sia meglio impiegare, al posto dell'Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza. Ci sorgono delle perplessità dopo esserci molto adoperati con il Governo per recuperare i 1.500 uomini dell'Arma dei carabinieri che facevano la scorta ai detenuti. Siamo riusciti a farlo e adesso abbiamo bisogno di altri 400 uomini per impiegarli presso la Banca d'Italia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.
ELVIO RUFFINO. Signor Presidente, sarò molto breve perché sono sinceramente ammirato per il grande calore ed anche per la carica polemica con cui i nostri colleghi sono riusciti a commentare e discutere un provvedimento di sostanziale carattere amministrativo. Peraltro, come giustamente osservava l'onorevole Lavagnini, è ben strano che le procedure ci portino ad approvarlo in questa sede...
MARIO TASSONE. Il dramma è che non avete colto il dato politico. Mi dispiace per lei!
ELVIO RUFFINO. Come lei sa, onorevole Tassone, il dato politico è stato lungamente e ripetutamente discusso alla Camera e al Senato, e se purtroppo lei non ha avuto soddisfazione, immagino che a portarla a questa conclusione siano suoi convincimenti. L'argomento delle forze di polizia, dei carabinieri e dell'ordine pubblico, comunque, è stato lungamente e reiteratamente discusso in Commissione e in Assemblea alla Camera e al Senato, e se lei non è rimasto convinto dell'esito dei lavori parlamentari questo è un problema che non siamo in grado di risolvere.
MARIO TASSONE. Questo è un fatto politico!
ELVIO RUFFINO. Mi sembra comunque che non sussistano molti dubbi sull'utilità e sulla necessità del provvedimento in esame, che è stato illustrato dal relatore alle cui considerazioni mi associo, limitandomi a preannunciare su di esso il voto positivo del gruppo dei democratici di sinistra.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, in dissenso dal proprio gruppo, l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.
PIETRO GIANNATTASIO. Quello al nostro esame è un provvedimento abnorme, che ha ricevuto moltissime critiche, che non ripeterò perché sono state illustrate con estrema chiarezza. Mi limiterà pertanto a far avere a lei, Presidente, un cartoncino dal quale si vede che nello stemma araldico della Guardia di finanza c'è un bellissimo e ferocissimo grifone che tiene una zampa su una cassaforte che, senza dubbio, è da intendersi come la cassa dello Stato, cioè la Banca d'Italia.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Noi della lega nord, ma non soltanto noi, riteniamo che in questo caso sia stato eccessivo intervenire con un provvedimento di legge e che sarebbe stato opportuno ricorrere ad altri strumenti. Tuttavia, poiché il provvedimento in oggetto è stato discusso ampiamente anche in sede di Commissione, desidero sottolinearne alcuni punti, anche per giustificare il voto di astensione del mio gruppo su di esso.
Ci troviamo, lo ripeto, dinnanzi ad una semplice rideterminazione di una tabella del 1982 che prevedeva praticamente del personale dell'Arma dei carabinieri a disposizione completa (e con tutti gli oneri da parte della Banca d'Italia) delle strutture dell'istituto che ha personalità giuridica pubblica. È un discorso anche di reciproco prestigio, come è stato precedentemente messo in risalto, però è anche vero che esiste un onere da parte dello Stato, delle istituzioni e in questo caso del Governo.
L'Arma dei carabinieri è impegnata quotidianamente e direi in modo estremamente pressante sul territorio ai fini della garanzia e del mantenimento dell'ordine pubblico. Molto spesso però tale Arma ha dei problemi di numero, ossia ha un organico inferiore a quello che sarebbe necessario a mantenere l'ordine pubblico. Lo prova il fatto che in alcune zone del paese, soprattutto nel meridione (e fino a poco tempo fa, in particolare, nella provincia di Napoli e in Sicilia, a seguito di un provvedimento di legge), si sia ricorsi all'aiuto delle forze armate, dell'esercito, per il mantenimento dell'ordine pubblico.
Nel caso in oggetto, invece di aumentare l'organico dell'Arma dei carabinieri, come richiesto da più parti, adottiamo un provvedimento di legge con il quale consentiamo alla Banca d'Italia di avere 400 carabinieri in più in servizio di vigilanza e scorta valori.
Rimango sorpreso poi dal fatto che il Governo non abbia accettato l'ordine del giorno che prevedeva una relazione semestrale sull'operato effettivo di questi 2 mila carabinieri. Ricordo, a tale riguardo, i pareri espressi dalla V e dalla VI Commissione del Senato. È vero che tali pareri sono favorevoli, ma è altrettanto vero che essi contengono delle osservazioni in ordine alla necessità di verificare l'effettiva utilità dell'incremento del contingente dei carabinieri.
Con un ordine del giorno avevamo chiesto al Governo di impegnarsi affinché almeno annualmente, se non semestralmente, fosse presentata una relazione sull'operato di questi 2 mila carabinieri. In proposito, dei dubbi sono stati sollevati non solo da esponenti della lega nord per l'indipendenza della Padania ma anche da rappresentanti di altri gruppi.
Nessuno chiede di conoscere l'operato preciso di quella determinata pattuglia o in quale ora si svolgano determinati servizi di ordine pubblico collegati alla Banca d'Italia, chiediamo soltanto di conoscere quante di queste 2 mila persone saranno impegnate in postazioni fisse presso le strutture della Banca d'Italia, quante in servizi di scorta e quante infine (spero nessuna, in questo caso) potrebbero essere impegnate in servizi di scorta personale ad esponenti e funzionari della Banca d'Italia.
L'augurio è che questo non accada, però si chiedeva un impegno del Governo a relazionare a tale riguardo. Non mi sembrava una richiesta strumentale, eppure è stato opposto un rifiuto, cosa che ci ha sorpresi anche perché - lo torno a ripetere - è un dubbio che è stato espresso dalle stesse Commissioni del Senato. Ci si chiede, infatti, quale sarà l'effettiva destinazione dei 2mila carabinieri, perché nessuno di noi sa con precisione cosa essi faranno.
Per queste ragioni, riteniamo che votare a favore di questo provvedimento significhi in qualche modo camminare nel buio. Ci pare inoltre un provvedimento anacronistico perché questo è un momento in cui l'Arma dei carabinieri, come le altre forze di polizia, è impegnata quotidianamente nel controllo del territorio. E la lotta alla criminalità organizzata ed alla microcriminalità necessita dell'impiego di ogni risorsa. Ebbene, riteniamo che sarebbe stato meglio intervenire su un provvedimento di legge che facesse ritornare la Guardia di finanza alla situazione anteriore al 1982. In altre parole, a nostro avviso, il servizio di vigilanza e di scorta valori per conto della Banca d'Italia dovrebbe essere svolto dalla Guardia di finanza, mentre queste unità in più dell'Arma dei carabinieri dovrebbero essere utilizzate per altre finalità. Ciò andrebbe fatto anche se gli stessi fossero in soprannumero, ma si potrebbe varare un provvedimento di legge volto ad aumentare l'organico dell'Arma dei carabinieri, perché 1.600 o 2mila carabinieri in più risulterebbero estremamente utili per la comunità.
Avrei dichiarato il nostro voto favorevole se l'atteggiamento non fosse stato quello di perseverare in una certa iniziativa. Infatti, se la Camera è chiamata a legiferare in tal senso, non vedo per quale ragione il Parlamento, che è il massimo organo sovrano, non possa venire a conoscenza di quello che fanno 2mila carabinieri. Lo torno a ripetere: voglio sapere come vengano impiegati questi carabinieri. Non è una richiesta che avanza solo il sottoscritto insieme con il gruppo della lega nord, perché tutti vogliono sapere come tali militi verranno impiegati.
Si è garantito che questi 400 carabinieri non verranno sottratti a quelli impiegati sul territorio, ciò significa che verranno creati 400 nuovi posti di lavoro? E qualora in futuro, come auspico, si tornasse ad un servizio di vigilanza e scorta valori per conto della Banca d'Italia da parte della Guardia di finanza, non è che questi militi dell'Arma dei carabinieri risulterebbero in soprannumero e ciò non impedirebbe le nuove 3mila assunzioni previste dall'articolo 39 della finanziaria?
Oggi sul territorio italiano, per una questione di poco conto come il servizio di ordine pubblico, è meglio avere 2mila carabinieri in più piuttosto che 2mila finanzieri. La Guardia di finanza è molto spesso impegnata nei servizi di controllo nei confronti del privato cittadino, del commerciante o dell'ambulante, mentre intere zone del territorio nazionale sono prive di carabinieri, cosa che determina la necessità di inviare i soldati di leva. Sono cose assurde!
Un provvedimento di legge avrebbe potuto rappresentare una occasione da sfruttare per iniziative del genere, ma ciò non è stato fatto. Ad ogni modo, non si può votare contro il provvedimento perché ne riconosciamo la necessità. Dichiaro quindi il voto di astensione della lega nord per l'indipendenza della Padania.
In queste condizioni - mi dispiace per il collega della lega che ha già svolto la sua dichiarazione di voto -, posto che siamo in regime di tempo contingentato, per cui non è possibile dilazionare il momento della votazione finale al di là delle dichiarazioni di voto, che saranno comunque svolte, e considerato che alla ripresa pomeridiana si esamineranno provvedimenti che potranno essere varati presumibilmente in breve tempo, mi chiedo se non sia più giusto impedire il disagio connesso al trascorrere dell'ora di sospensione dovuta alla mancanza del numero legale e sospendere ora la trattazione del provvedimento in esame, per riprenderla alle 18 con le residue dichiarazioni di voto, e poi votare il provvedimento stesso. Ciò eviterebbe le dichiarazioni di voto rese ad un'aula deserta e l'accertamento della mancanza del numero legale con la conseguente riconvocazione dopo un'ora.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.
Queste nostre perplessità sono dimostrate dal Governo con il suo atteggiamento in quest'aula, visto che non ha inteso accogliere l'emendamento che abbiamo presentato. Questo provvedimento non ha alcuna motivazione né significato; certo, esso si rifà ad una legge dello Stato, la n. 21 del 1982, la quale determinò un contingente per l'attività di vigilanza e di scorta per conto della Banca d'Italia.
Ritengo però che quella legge avrebbe dovuto essere superata: altre iniziative e soprattutto altre scelte dovevano essere assunte per quanto riguarda alcune definizioni sul piano politico del ruolo dei carabinieri. Si dimostra invece che queste scelte non esistono. Richiamo l'attenzione del senatore Brutti - con il consenso dell'amico Villetti: vedo che si è allargata l'area del Governo, il che ci fa molto piacere, soprattutto quando interessa carissimi amici - il quale ha affermato che non può prendere alcun impegno. Apprezzo questa dichiarazione: infatti non c'è alcun progetto di coordinamento da parte del Governo per quanto riguarda le forze di polizia, malgrado l'esistenza di una commissione operante nel Ministero dell'interno.
Quello che non accetto, senatore Brutti, è la volontà del Governo di non dire al Parlamento quale sia lo stato dell'arte, che peraltro è evidente già da questo provvedimento. I carabinieri sono considerati come vigilantes dati alla Banca d'Italia per lo svolgimento di un servizio non istituzionale dell'Arma. Non c'è dubbio, quindi, che non solo non si intende superare la legge del 1982 ma non si ha neanche la volontà di entrare in una fase nuova per quanto riguarda il ruolo delle forze di polizia.
Siamo contrari a questo provvedimento per la dignità, il decoro ed il prestigio dell'istituzione Arma dei carabinieri (Applausi del deputato Giannattasio). A questo decoro si sarebbe dovuto richiamare il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Siracusa, ma non l'ha fatto.
Che senso ha la giustificazione contenuta nelle relazioni che accompagnano il provvedimento, e ripresa dal Governo, che questo contingente non viene pagato dal Ministero della difesa ma dalla Banca d'Italia? Questo significa che noi appaltiamo i carabinieri alla Banca d'Italia, nel
Questo significa che i carabinieri possono fare la concorrenza ai vigilanti delle strutture private. Perché poi affidiamo questo compito all'Arma dei carabinieri e non alla Guardia di finanza, per esempio? Sarebbe stato più plausibile. Che significato ha disseminare i carabinieri ovunque sul territorio senza che il Governo conosca competenze, ruoli, atteggiamenti e rapporti tra le diverse forze di polizia? Ecco il motivo per cui ritengo che il problema non possa essere risolto attraverso un voto di astensione. Ritengo che si debba votare contro un provvedimento che insulta l'Arma dei carabinieri, la sua storia, la sua tradizione, la sua dignità, il suo decoro, il suo impegno e tutto ciò che è riuscita a realizzare nel nostro paese, anche se a volte, purtroppo, i comandanti generali dell'Arma non sono stati all'altezza della storia che era alle loro spalle.
Anche se siamo pochi in quest'aula in questo momento, è opportuno dire queste cose, tanto più che ci troviamo di fronte ad una vera e propria opera di accaparramento che non possiamo accettare. Siamo contrari al tentativo di degradare o di ridurre l'Arma dei carabinieri ad un gruppo particolare pagato dalla Banca d'Italia. Ciò significa che si avrà un doppio regime: da una parte il Ministero della difesa e dall'altra la Banca d'Italia che paga i carabinieri, ma su questo aspetto non siamo in grado di fornire alcuna soluzione, anzi diciamo che ci asteniamo. È un fatto gravissimo, tanto più che il Governo più volte aveva dichiarato che la legge n. 21 del 1982 avrebbe dovuto essere superata nell'ambito di un quadro di riforma generale. Non mi riferisco a lei, senatore Brutti, perché per fortuna non è sempre stato al Governo, ci sono stati altri personaggi prima di lei i quali forse hanno agito peggio di lei; voi siete i primi della classe, ma ci sono stati altri che l'hanno preceduta in questi posti di responsabilità. Come dicevo, nel corso degli anni i rappresentanti del Governo hanno detto che questa legge doveva essere modificata.
Invece, non soltanto non si supera, ma viene ad essere rafforzata ed alimentata attraverso 400 persone. Non condivido nemmeno l'opinione di chi ha affermato in quest'aula che si tratterebbe di 400 persone che sono stanche di stare sulla strada e di svolgere i compiti di istituto e allora li mettiamo tranquillamente in un «ricovero», in una posizione di estrema tranquillità! Non è vero, i carabinieri - che io conosco - non vogliono questo! Essi vogliono svolgere i loro compiti di istituto con grande impegno e con grande forza!
Molte volte, in quest'aula, si interviene per un atto doveroso nei confronti del Parlamento; ed io credo di avere svolto - come tanti altri colleghi - il mio dovere.
Quella che andiamo a scrivere con il disegno di legge n. 4712 è certamente una pagina non bella! Non vorrei enfatizzare più di tanto se rilevo che si è fatto passare quello in esame come un provvedimento
La maggioranza ed il Governo non si chiedono come mai manchi del personale all'interno dei reparti che servono al cittadino come quello del pronto intervento, il 112. Faccio l'esempio di Roma dove mancano 200 carabinieri! Tutto ciò però non spinge la maggioranza ed il Governo a domandarsi come mai vi sia questa carenza di personale e come mai il cittadino non venga tutelato da una maggiore presenza sul territorio dei carabinieri! La maggioranza ed il Governo non si chiedono come mai a Roma, nel servizio del 112, manchino 100 carabinieri! Non si chiedono come mai, in tutte le regioni d'Italia, vi siano pochi uomini a fronteggiare la criminalità!
Noi oggi denunciamo tutto questo. Denunciamo la sofferenza degli appartenenti alle forze di polizia di fronte a lavori gravosi che talvolta non gli competono, come quello delle notifiche da parte dell'autorità giudiziaria che sono migliaia per ogni comando e che di fatto bloccano il controllo del territorio. Vi sono delle stazioni, ad esempio, che non riescono neppure a costituire delle pattuglie per il semplice motivo che ogni giorno, soprattutto nelle regioni del sud, gli agenti sono chiamati a svolgere interrogatori per conto dell'autorità giudiziaria. Questa attività di delega di fatto li blocca! E non sono neppure retribuiti per svolgere una attività che invece spetta ai PM. Si dice che non è possibile realizzare l'ampliamento degli organici perché sarebbe troppo oneroso per l'amministrazione dello Stato e che si deve entrare in Europa. Ebbene, noi vogliamo entrare in Europa a discapito delle forze di polizia e della sicurezza del cittadino? Il Governo si ponga questo interrogativo!
Capisco le esigenze della Banca d'Italia, capisco anche che ci si possa gratificare e compiacere di aver creato 400 posti di lavoro (perché li crea la Banca d'Italia, certo non questo Governo). Ma prima o poi la Banca d'Italia, nell'ambito della moneta unica, di una banca europea, qualche struttura la dovrà chiudere, quindi prima o poi queste persone dovranno essere riassorbite. Peraltro, i 400 posti di lavoro non sono per l'Arma dei carabinieri, ma per coloro che dovrebbero effettuare questo servizio che oggi svolge
Alla fine degli anni settanta e all'inizio anni ottanta, con il fenomeno tragico del terrorismo, si pensò di affidare il servizio di sorveglianza della Banca d'Italia ai carabinieri perché davano maggiore garanzia nella lotta alla criminalità rispetto alla Guardia di finanza, che aveva altre competenze e altre professionalità. Furono allora i carabinieri a garantire la salvaguardia della cassa dello Stato. Oggi il fenomeno è inverso, oggi non c'è terrorismo, c'è microcriminalità, c'è criminalità organizzata. I carabinieri, allora, non servono più alla Banca d'Italia, servono sul territorio per combattere questo altrettanto tragico fenomeno.
Con questa semplice denuncia chiedo alla maggioranza e al sottosegretario di farsi interprete di quest'esigenza delle forze di polizia. Nei giorni scorsi, sottosegretario Brutti, ho sottolineato che ci sono quasi 500 carabinieri in servizio al Ministero della difesa. Ma cosa li teniamo a fare lì? Restituiamoli al loro servizio istituzionale. Comprendo che quella dei carabinieri è la prima arma dell'esercito, e quindi ne è giustificata la presenza all'interno del Ministero, ma lì stanno bene i militari delle altre forze armate. Ponga allora i carabinieri in servizio nelle strade, a disposizione del cittadino, anche perché avremo altri problemi nei prossimi giorni, per esempio quello di sostituire l'esercito che in modo improprio lotta contro la criminalità e questo perché - come diceva prima l'onorevole Gnaga - sono carenti gli organici all'interno delle nostre città e delle nostre regioni.
Sollecitiamo quindi il ministro ad avanzare altrettante proposte, a trovare cioè la stessa maggioranza che adesso si trova all'interno di quest'aula, la stessa condivisione che si registra per il problema della Banca d'Italia, che è marginale, per una questione ancora più grande, cioè quella degli organici delle forze di polizia.
Mi si consenta di dire, inoltre, che non possono verificarsi paradossi come quelli che si stanno verificando ultimamente in Parlamento. Si approvano leggi per aumentare gli organici di 400 unità per il servizio alla Banca d'Italia, mentre per provincializzare dei reparti speciali si emanano semplici circolari, quando occorrerebbero leggi serie. Sono paradossi incredibili che purtroppo si verificano.
E allora, signor sottosegretario, ampliamo gli organici, controlliamo lo stato del morale delle forze di polizia, che attualmente è a terra! Questa mattina, di fronte al dipartimento della funzione pubblica, si è tenuta una manifestazione di poliziotti, che manifestavano perché il loro trattamento economico li ha ormai ridotti alla soglia della povertà. Si parla tanto dei nuovi poveri a livello nazionale; ebbene, una parte di questa povertà attanaglia gli appartenenti alle forze di polizia perché si tratta in gran parte di famiglie monoreddito. I loro congiunti, infatti, non possono trovare un lavoro adeguato, anche in considerazione della mobilità continua a cui essi sono soggetti.
Questa attenzione, quindi, bisogna porla ogni momento, non solo quanto la Banca d'Italia dice di aver costruito un altro immobile.
In conclusione, mandiamo alla Banca d'Italia coloro che sono preposti a starvi: la Guardia di finanza, le guardie private, le giubbe rosse. Impegniamo però i carabinieri nel controllo del territorio (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale)!
È da parecchio tempo che l'Arma dei carabinieri presta servizio per la Banca d'Italia, sia di vigilanza sia per scorta valori, ma a questo proposito nutriamo delle perplessità. Riteniamo infatti che per
A causa delle perplessità che ho esposto, il gruppo di forza Italia si asterrà dalla votazione sul provvedimento.
Non vedo allora perché l'Arma dei carabinieri debba essere svilita fino al punto da venire considerata come un'arma mercenaria, come dei vigilantes: i carabinieri sono la prima Arma dell'esercito e meritano il rispetto per le proprie competenze. Il lavoro di cui al provvedimento lo svolga la Guardia di finanza (Applausi di deputati dei gruppi di forza Italia, di alleanza nazionale e dell'UDR)!


