Allegato A
Seduta 181 del 16/4/1997

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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

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GIANNATTASIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri della difesa, dell'interno e degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
le segnalazioni inviate dagli organismi di informazione e sicurezza fornivano notizie sempre più allarmanti sull'evoluzione della crisi delle finanziarie «a piramide» in Albania e quindi sui possibili riflessi di tale situazione sull'ordine pubblico; analoghe segnalazioni erano state fornite circa il progressivo dissolvimento delle forze armate e di polizia, specie per quanto attiene alla custodia delle caserme e dei depositi di armi e di munizioni;
inoltre, il Nucleo politico militare, previsto dall'ordinamento interno della Presidenza del Consiglio dei ministri e competente per l'esame delle misure e degli interventi per la risoluzione delle crisi di tale natura, non risulta essere stato convocato per le consuete riunioni settimanali; tale circostanza costituisce, ad avviso dell'interrogante, un'inaccettabile trascuratezza, non consentendosi in tal modo di dare corso al necessario rapporto diretto tra tutti i soggetti istituzionalmente competenti (Presidenza del Consiglio dei ministri, Sismi, Sisde, Cesis, ministeri della difesa, dell'interno e degli affari esteri, dipartimento della protezione civile);
neppure la «sala situazione», realizzata a suo tempo a Palazzo Chigi durante il Governo Ciampi e successivamente potenziata durante il Governo Berlusconi, risulta essere stata utilizzata per approfondire la situazione albanese, pur disponendo di tutte le attrezzature neces-
sarie -:
quale attenzione abbiano ricevuto i rapporti in merito all'evoluzione della situazione in Albania da parte del Governo, quale valutazione ne sia stata data e se la mancata attivazione degli strumenti operativi sopra richiamati debba essere imputata a trascuratezze nella valutazione dell'effettivo stato della crisi albanese e, in caso positivo, quali provvedimenti intendano adottare nei confronti dei relativi responsabili. (3-00995)
(15 aprile 1997)

OSTILLIO. - Ai Ministri dell'interno, della difesa e degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
il quotidiano la Repubblica di lunedì 16 aprile 1997 ha pubblicato ampi stralci del «dossier Sismi» sull'Albania;
il presidente del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza, onorevole Frattini, ha affermato che tali notizie differiscono, sia per forma sia per sostanza, da quelle in suo possesso;
risulta che le segnalazioni sulla situazione albanese trasmesse dagli organismi di informazione riportavano notizie sempre più allarmanti sia sotto il profilo economico, per la crisi delle società finanziarie, sia sotto quello della sicurezza militare;
nonostante tali informative, non risulta che sia stato predisposto alcun intervento per verificare, prevenire ed impedire il precipitare della crisi albanese -:


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di quali elementi di conoscenza utili disponga il Governo per valutare l'autenticità delle notizie riportate dalla Repubblica;
se queste notizie siano corrispondenti alle informative effettivamente inoltrate dal Sismi;
per quale ragione il Governo abbia trascurato l'effettivo stato della crisi albanese e non abbia preso provvedimenti tempestivi per appurare i termini esatti della situazione, onde attivare gli strumenti operativi necessari a tamponare l'emergenza.(3-00996)
(15 aprile 1997)

BORGHEZIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
lo spaventoso disastro verificatosi a Torino a seguito del rogo all'interno del Duomo e di parte di Palazzo Reale pone pesanti interrogativi non solo circa le cause dirette del gravissimo sinistro, ma anche e soprattutto sulle misure di prevenzione antincendio esistenti in questi edifici monumentali, con particolare riguardo a quelle disposte a tutela della preziosissima icona detta della «Santa Sindone», venerata da tutta la cristianità -:
se non intendano aprire immediatamente un'inchiesta sullo stato delle misure e degli impianti antincendio esistenti a tutela degli edifici sopraindicati, accertando altresì la responsabilità di chi abbia in particolare autorizzato lo svolgimento della cena effettuatasi poco prima dello svilupparsi dell'incendio e la collocazione delle cucine relative nel corridoio di Palazzo Reale, detto del «Saint Suarie», confinante con la cappella della Sindone.(3-00997)
(15 aprile 1997)

NOVELLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dei beni culturali e ambientali. - Per conoscere:
con riferimento al rogo che si è sviluppato all'interno del Duomo di Torino, chi abbia autorizzato la cena tenutasi a Palazzo Reale poco prima dello svilupparsi dell'incendio;
come mai le impalcature ivi collocate fossero in legno anziché in lamiera o in altro materiale ignifugo;
chi abbia dato l'ordine di staccare le sirene dei sensori che, con quarantacinque minuti d'anticipo, avevano segnalato la presenza di fumo nelle sale superiori di Palazzo Reale.(3-00998)
(15 aprile 1997)

MARTINAT. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
ai disastri che hanno colpito alcune grandi opere artistiche del nostro Paese, come è accaduto in uno dei luoghi simbolo di Torino, il Governo risponde nello stesso modo: stanziamenti straordinari per decine di miliardi, per altro spesso assolutamente inadeguati a garantire una ricostruzione ottimale -:
se non ritenga opportuno affrontare il problema dei ripetuti, gravissimi incidenti non in sede di emergenza, ma di prevenzione, attraverso un tipo di appalto che, per i lavori relativi ad opere di particolare rilevanza storica ed artistica, preveda la garanzia del massimo della sicurezza e non solo del massimo risparmio.(3-01000)
(15 aprile 1997)

VALETTO BITELLI. - Ai Ministri dei beni culturali ed ambientali e dell'interno. - Per sapere - premesso che:
l'incendio sviluppatosi nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 aprile 1997 nel Duomo di San Giovanni Battista e nel Palazzo Reale di Torino ha distrutto ineguagliabili capolavori dell'arte italiana e internazionale che rappresentano per


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Torino e per i torinesi il cuore del patrimonio storico, culturale e religioso della città;
l'irreparabile danneggiamento dell'apparato lapideo, degli arredi lignei della cappella guariniana della Sindone, annessa al duomo di Torino, nonchè la perdita di opere d'arte nel Palazzo Reale sono stati aggravati dalla presenza delle impalcature parzialmente lignee del cantiere di restauro della cappella medesima, che hanno fatto da combustibile, alimentando l'incendio;
l'operato dei vigili del fuoco ha permesso di salvare la Sindone, ineguagliabile documento della fede e della religiosità del popolo torinese e, per i cattolici di tutto il mondo, icona della Passione di Cristo;
ad oggi non sono stati resi noti né il punto di innesco dell'incendio, né le cause che l'hanno generato -:
se e quali ulteriori iniziative il Governo intenda assumere per garantire la massima sicurezza dei cantieri installati in edifici di particolare valore artistico, al fine di scongiurare disastri, in questo caso non derivanti da incuria, ai beni artistici del nostro Paese, e per chiarire altresì i tempi di intervento sul luogo dell'incendio del corpo dei vigili del fuoco e gli eventuali riscontri sulle cause del sinistro di cui si abbia già conoscenza, fornendo assicurazioni sugli impegni presi per garantire, nei tempi e con le risorse adeguate, i lavori di restauro degli edifici e delle opere danneggiate.(3-01003)
(15 aprile 1997)

GARDIOL. - Ai Ministri dei beni culturali e ambientali, delle finanze e del tesoro. - Per sapere - premesso che:
nel giro di poche ore si è danneggiata col fuoco, in modo forse irreparabile, la cupola del Guarini del Duomo di Torino. Altri monumenti, nella stessa città e in tutto il Piemonte, degradano inesorabilmente per un'incuria colpevole, quanto a misure di sicurezza e manutenzione, nonostante le persone, le imprese e le istituzioni siano pronte a lavorare per un'efficace manutenzione del patrimonio artistico -:
quali progetti di manutenzione e di sicurezza del patrimonio artistico nazionale, e in particolare di quello torinese, siano stati predisposti o si intendano predisporre e se per il loro finanziamento sia possibile ricorrere alla detassazione delle donazioni e all'emissione di buoni del Tesoro finalizzati.(3-00999)
(15 aprile 1997)

ORTOLANO. - Al Ministro dei beni culturali ed ambientali. - Per sapere - premesso che:
la tragedia che si è abbattuta sulla città di Torino a causa dell'incendio che ha aggredito la cupola della cappella del Guarini ed il Duomo, coinvolgendo anche Palazzo Reale, colpisce tutta la comunità nazionale, non solo quella torinese;
fin dalle prime ore dalla tragedia si è sviluppata un'ampia mobilitazione di cittadini, associazioni ed istituzioni ad ogni livello;
secondo stime ancora approssimative, i danni causati dall'incendio ammontano a varie decine di miliardi di lire;
l'incendio di Torino, che giunge dopo altri gravi episodi che hanno provocato distruzioni del nostro patrimonio artistico (vedi l'incendio dei teatri «La Fenice» di Venezia e «Petruzzelli» di Bari), costituisce un sintomo preoccupante delle perduranti difficoltà e manchevolezze nella tutela del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese -:
quali politiche di medio periodo, oltre agli indispensabili ed apprezzabili provvedimenti assunti nella giornata di lunedì 14 aprile 1997, il Governo intenda porre in atto al fine di interrompere la scandalosa catena di episodi di cui l'incendio di Torino non è che l'ultimo anello in ordine di tempo.(3-01001)
(15 aprile 1997)


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SBARBATI e MAZZOCCHIN. - Al Ministro dei beni culturali ed ambientali. - Per sapere - premesso che:
il devastante incendio sviluppatosi all'interno del Duomo di Torino, che ha distrutto la cupola del Guarini e parte del Palazzo Reale, ha privato il mondo intero di un patrimonio inestimabile;
il Governo si è già in parte impegnato, deliberando lo stato di emergenza ed emanando una prima ordinanza per assicurare i più urgenti interventi, con uno stanziamento di dodici miliardi di lire;
questo ulteriore disastro, che coinvolge il nostro patrimonio nazionale, costituisce l'ulteriore dimostrazione di quanto sia urgente predisporre, per quanto sia possibile, un piano nazionale di salvaguardia delle numerose opere d'arte esistenti nel Paese -:
quale sia lo stato delle indagini sulle cause di questo ennesimo disastro e come si intenda operare affinché non succeda, come nel caso del teatro «La Fenice» di Venezia, che, dopo le buone intenzioni iniziali, tutto rimanga bloccato per misteriosi problemi di competenze e di burocrazia.(3-01002)
(15 aprile 1997)