Allegato A
Seduta 154 del 19/2/1997

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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

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ARMOSINO. - Al Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali. - Per sapere:
se non ritenga che, nel quadro dei provvedimenti previsti per il miglioramento funzionale della pubblica amministrazione, in connessione con il licenziamento dei dipendenti che svolgano un doppio lavoro (fenomeno dovuto al fatto che questi percepiscono stipendi più bassi rispetto ai lavoratori del settore privato), esista il pericolo di una vera e propria «schedatura» dei dirigenti e degli altri lavoratori della pubblica amministrazione.
(3-00751)
(18 febbraio 1997)

FIORONI. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
è sorto in questi giorni un vivace dibattito in merito a talune delibere della regione Lombardia sul riordino della rete ospedaliera, sui criteri di accreditamento e sui provvedimenti in itinere in materia di riforma sanitaria;
nel dibattito si sono particolarmente distinti, per le osservazioni e le critiche, le associazioni regionali delle autonomie locali, Anci ed Upi, che hanno evidenziato uno stato di profondo malessere degli enti locali rispetto al metodo seguito al riguardo, che non ha visto le civiche comunità svolgere il ruolo che ad esse compete, e, nel merito, esprimere forti preoccupazioni ai fini del perseguimento di un corretto equilibrio di bilancio, che rischia di essere compromesso da un esorbitante incremento della spesa sanitaria;
è concreto il rischio di veder vanificata la presenza di una rete pubblica rispondente alla "domanda di salute" del cittadino a vantaggio di altre iniziative -:
quali iniziative intenda assumere per garantire un uniforme livello di assistenza sul territorio nazionale, garantendo il rispetto delle prerogative delle autonome locali e della loro competenza, anche a tutela della salute del cittadino.
(3-00752)
(18 febbraio 1997)

GIANNOTTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della sanità. - Per sapere:
quali risorse e quali iniziative il Governo intenda impegnare e porre in essere per garantire a tutti i cittadini ed in tutte le regioni livelli uniformi di assistenza, a cominciare da quella ospedaliera.
(3-00758)
(18 febbraio 1997)

MAURA COSSUTTA. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
la questione della riduzione della spesa sociale è tema del dibattito politico:
nel nostro Paese la spesa sanitaria è ben al di sotto dei livelli dei paesi europei e, pertanto, qualsiasi ulteriore taglio contribuirebbe


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ad un inevitabile decadimento dei livelli della salute della popolazione;
il processo di aziendalizzazione delle unità sanitarie locali non ha garantito la razionalizzazione e l'uniformità dei livelli di assistenza ospedaliera, risultando anzi quest'ultima perseguita solo con criteri di contabilità di bilancio aziendale -:
se non ritenga necessaria ed urgente una valutazione ufficiale (oggi mancante) di quali siano state le trasformazioni avvenute nel sistema a seguito dei decreti legislativi n.502 del 1992 e n.517 del 1993, precisando quali indicatori siano utilizzati per la valutazione dell'uniformità del livelli di assistenza ospedaliera, nella consapevolezza che deve restare prioritaria la valutazione clinico-epidemiologica dei bisogni sanitari.
(3-00760)
(18 febbraio 1997)

CÈ, MOLGORA e COMINO. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
i trapianti di fegato per cirrosi terminale con infezione virale B necessitano della somministrazione di prodotti a base di immunoglobuline antiepatite di tipo B (Hepuman B e Uman Big);
tali prodotti sono farmaci «salvavita» e attualmente non sono disponibili in Italia neanche presso le strutture ospedaliere -:
per quale motivo tali farmaci «salvavita» o le specialità ad essi alternative non siano disponibili in Italia e quali interventi intenda porre in essere per consentirne celermente la somministrazione, considerato che i pazienti rischiano la loro vita, rendendosi inutile il trapianto.
(3-00753)
(18 febbraio 1997)

ARMAROLI e SELVA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
è sempre opportuno rispettare la data delle elezioni amministrative, e soprattutto non dovere fare ricorso ad una legge di emergenza per il rinvio;
il Governo aveva a disposizione un arco di tempo entro il quale questo rispetto sarebbe stato garantito -:
perchè il Governo abbia scelto la data del 27 aprile 1997 per l'effettuazione della prossima consultazione amministrativa, che si inserisce fra ricorrenze che danno luogo all'«esodo» di molti elettori;
se questa non sia una scelta effettuata per favorire una parte politica piuttosto che un'altra;
se non ritenga opportuno, nella previsione assai facile di una forte astensione, rinviare al 4 maggio 1997, e, per il secondo turno, al 18 maggio 1997, la data del turno amministrativo di primavera.
(3-00754)
(18 febbraio 1997)

MANZIONE e DE FRANCISCIS. - Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
è state fissata la data delle elezioni amministrative per il prossimo 27 aprile 1997 -:
se ritengano corretto, dal punto di vista dell'opportunità e della convenienza, fissare le consultazioni amministrative a ridosso di due celebrazioni (25 aprile e 1 maggio) aventi un forte connotato politico, e se ritengano altresì corretto, dal punto di vista formale, che le consultazioni medesime vengano di fatto convocate con oltre quaranta giorni di anticipo rispetto alla naturale scadenza del quadriennio (7 giugno 1993 - 27 aprile 1997).
(3-00759)
(18 febbraio 1997)