PROGETTO DI LEGGE - N. 1960
Onorevoli Colleghi! - L'esigenza di far nascere una
nuova provincia in Italia emerge dalla constatazione che è
necessario, per una ottimizzazione dei servizi a favore dei
cittadini e al contempo per rilanciare le attività di
sviluppo, ridurre progressivamente le mega province esistenti
sul territorio nazionale, dando autonomia e autorevolezza a
quelle aree già ricche di storia, potenzialità economiche,
tessuto culturale e sociale.
In questo contesto si inserisce la presente proposta di
legge, che interpreta la necessità di sgravare Roma da una
fetta di territorio che si affaccia sul mare Tirreno e che fa
perno sulla città di Civitavecchia.
Da sempre definita "Il porto dei papi", Civitavecchia
presenta, insieme alle altre località che la circondano, una
serie di peculiarità che ne fanno a ragione un'area meritevole
del riconoscimento di provincia.
Nell'ottica del decentramento dei servizi lo scrivente ha
ipotizzato che le installazioni cosiddette istituzionali, che
deriveranno dalla nascita della provincia di Civitavecchia,
vengano dislocate in quasi tutte le città facenti parti di
questa nuova realtà in maniera da soddisfare le singole
esigenze delle comunità e di non ingolfare una città che
supera i 50.000 abitanti.
Nella stesura della presente proposta di legge si è tenuto
conto di alcune particolarità, soprattutto nella scelta delle
città da inserire in questa nuova provincia, della quale,
oltre a Civitavecchia (51.570 abitanti) fanno parte a nord
Tarquinia (14.696), Montalto di Castro (7.281) e Monteromano
(2.020), ad est Allumiere (4.343) e Tolfa (5.040), a sud Santa
Marinella (14.957), Cerveteri (23.864), Ladispoli (23.585),
sud-est Manziana (6.099) e Canale Monterano (3,120) per un
totale di 156.575 abitanti residenti su un territorio di
chilometri quadrati 1.047,43.
Una cifra che, seppure lievemente al di sotto di quella
prevista dalla legge 8 giugno 1990, n. 142, tende ad aumentare
notevolmente nei fine settimana e durante tutto il periodo
estivo quando, con l'apertura delle cosiddette "seconde case"
nelle località di villeggiatura e in special modo Santa
Marinella, Tarquinia, Cerveteri, Ladispoli e l'arrivo dei
vacanzieri negli alberghi, si raggiungono stabilmente le
450.000 unità di popolazione. A tutto questo c'è da aggiungere
il costante aumento del traffico da e per la Sardegna, che
supera i 2 milioni di persone nel corso dell'anno e
l'incremento del traffico croceristico, che faranno del porto
di Civitavecchia, di qui al Giubileo del 2000, la terza
"entrata" della capitale. Senza dimenticare l'impennata
relativa al fortissimo incremento demografico che da alcuni
anni stanno vivendo Cerveteri e Ladispoli che, causa il
fenomeno della "uscita" progressiva da Roma, vedono aumentare
di oltre mille abitanti l'anno il numero dei propri
residenti.
L'intero comprensorio vanta una storia che affonda le
radici nell'antichità.
Basti pensare a Tarquinia e Cerveteri, fiorenti capitali
degli etruschi, ricche di antichissime tombe e di percorsi
naturalistici di prim'ordine e, nel caso di Tarquinia, città
natale di poeti e scrittori come Vincenzo Cardarelli; ad
Allumiere e Tolfa, le cui salubri colline sono ancora oggi
mete del turismo di massa e la cui bellezza paesaggistica le
rende famose in tutta Italia; a Monteromano ricca di storia e
di tradizioni; a Civitavecchia, famosa anche per le acque
termali che entro pochi anni potranno essere sfruttate meglio
grazie ad un grande impianto che sta per sorgere, ove
dimorarono per alcuni periodi lo scrittore Stendhal e Giuseppe
Garibaldi e dove si erge il "Maschio" del Forte Michelangelo,
monumento architettonico ed artistico di valore
internazionale; a Montalto di Castro che, a parte il litorale,
vanta insieme a Civitavecchia il polo energetico più
importante d'Europa; a Santa Marinella che, con la frazione di
Santa Severa, è da sempre considerata la "perla del mare
Tirreno"; a Canale Monterano e Manziana, dove è ancora
possibile una vita a misura d'uomo.
Come si vede, dunque, si tratta di città che annoverano
tutte le caratteristiche che un territorio deve avere per
poter aspirare a diventare provincia.
In relazione ai collegamenti, essi si stanno espandendo e
moltiplicando in vista del Giubileo.
L'autostrada A-12 collega benissimo Tarquinia con
Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri e Ladispoli, mentre
la vecchia statale Aurelia, ammodernata e ampliata in
occasione dei campionati mondiali di calcio del 1990,
rappresenta un punto fisso nella rete viaria dell'intera
penisola italiana. A tutto ciò bisogna aggiungere la nuova
"bretella" che unisce l'Aurelia dal chilometro 81 al porto di
Civitavecchia e la superstrada Civitavecchia-Orte, per la
quale mancano soltanto le ultime cinque tratte da
appaltare.
Oltre alla rete stradale si devono considerare quella
ferroviaria, quella marina e quella aerea: la prima è da
sempre nodo e snodo di importanti collegamenti tanto che,
ancora oggi, i treni diretti in Francia transitano per
Civitavecchia. Inoltre le città della fascia costiera di
questa provincia godranno in un futuro ormai prossimo dei
treni "cadenzati" per Roma, che trasporteranno gli utenti alla
capitale in pochissimi minuti.
La seconda è quella naturale: i porti turistico e
commerciale di Civitavecchia e quello per le piccole
imbarcazioni da diporto di Santa Marinella, fanno di
quest'area una delle meglio attrezzate del Tirreno. In materia
di portualità, un cenno è logico per il porto marittimo e
commerciale di Civitavecchia, porta d'ingresso verso la
Sardegna e per Roma, dove ormai giungono più di 500 navi da
crociera l'anno provenienti da tutti i paesi del mondo.
Infine il collegamento aereo con lo scalo di Fiumicino,
rapido grazie al proseguimento dell'A-12 dopo Ladispoli e la
susseguente arteria che porta direttamente all'aeroporto.
Dopo aver delineato il quadro nel quale inserire la nuova
provincia, è ora doveroso passare agli aspetti prettamente
tecnici riguardanti la presente proposta di legge.
Otto delle undici città della nuova provincia, tranne
Manziana, Monteromano e Canale Monterano, fanno parte
dell'area di competenza del tribunale e della pretura di
Civitavecchia, dove si trovano anche la conservatoria dei
registri immobiliari, un archivio storico di portata
internazionale e la sede zonale di importanti enti come
l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni
sul lavoro (INAIL).
Tutte le città della nuova provincia, eccetto Tarquinia,
Monteromano e Montalto di Castro, fanno parte dello stesso
collegio elettorale camerale, e cioè il numero 25 della
circoscrizione Lazio 1.
In più l'ospedale "San Paolo" di Civitavecchia e la ex USL
di appartenenza, ora denominata azienda sanitaria RM/F,
abbracciano un vastissimo territorio di utenza, che si estende
a nord verso Viterbo ed a sud direttamente fino a Roma.
La provincia di Civitavecchia, una volta espletati tutti i
passaggi istituzionali, godrà di una serie di nuovi
insediamenti, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto della
sicurezza e dei servizi ai cittadini.
In questo contesto si intendono inserire degli elementi di
novità rispetto al passato, dislocando i nuovi insediamenti
dello Stato in varie località.
La prefettura andrebbe realizzata all'interno del
perimetro comunale di Civitavecchia, mentre la questura di
polizia sarebbe "posizionata" a Ladispoli, in un'ottica
strategica rispetto al controllo del territorio. Il gruppo dei
carabinieri potrebbe essere sistemato a Cerveteri, lasciando
la attuale compagnia dei carabinieri a Civitavecchia e
creandone una nuova a Manziana, l'ufficio provinciale del
lavoro potrebbe essere collocato fra Allumiere e Tolfa. Nel
contempo le altre cittadine potrebbero godere di un
avvicinamento a tutte queste realtà istituzionali e dunque
migliorare notevolmente il rapporto cittadino-Stato.