PROGETTO DI LEGGE - N. 1310
Onorevoli Colleghi! - Nella XI e XII legislatura (atti
Camera n. 1169 e n. 233) furono presentate analoghe proposte
di legge. La brevità delle legislature (meno di due anni) e lo
stato di emergenza con il quale il Parlamento ha dovuto
operare non hanno consentito l'esame dell'articolato.
Si rende, pertanto, necessario reiterare la proposta
sperando che una più operativa legislatura possa consentire un
sereno dibattito sul testo presentato.
Non possiamo affrontare il problema relativo al litorale
pisano senza ricordare che nel 1932 venne istituito l'Ente
autonomo Tirrenia (EAT).
L'EAT nacque con regio decreto-legge 3 novembre 1932, n.
1466, convertito in legge il 27 dicembre dello stesso anno,
per l'utilizzazione e valorizzazione della zona lungo mare in
territorio di Pisa, compresa tra il rione della Bigattiera, il
torrente Calambrone e la Reale Tenuta di Tombolo.
La gestione dell'ente, però, è stata tutt'altro che esente
da errori, da lacune, e soprattutto non ha presentato un piano
regolatore della zona come prevedeva il decreto-legge
istitutivo; si è occupata esclusivamente di Tirrenia.
Ma, rispetto a quanto non realizzato dai comuni di Pisa e
Livorno c'è un abisso. Basta considerare che, oggi, a Tirrenia
esistono 8 alberghi e 19 pensioni per circa 1.500 posti letto.
A Marina di Pisa, 3 alberghi per circa 110 posti letto. Da
alcuni dati relativi all'anno 1989 si rileva che Tirrenia ha
registrato 175.000 presenze e Marina di Pisa appena 15.000.
Sciolto, ormai, l'EAT, è necessario un intervento
specifico, e noi proponiamo la creazione dell'"Ente per la
valorizzazione del litorale pisano", dove attualmente
esistono, ma in uno stato di progressivo degrado, i seguenti
complessi immobiliari:
1) Le colonie del litorale (colonia "Vittorio Emanuele
II": una porzione del fabbricato è adibita a scuola
elementare, alcuni locali sono occupati senza titolo da enti e
associazioni; colonia marina estiva "Firenze": il fabbricato
principale non è utilizzato; colonia marina "Figli italiani
all'estero": alcuni locali del padiglione A sono occupati da
famiglie di sfrattati; altri locali servono come deposito di
materiali scenografici del teatro comunale di Pisa) sono
attualmente di proprietà della regione Toscana e vengono
saltuariamente utilizzate per congressi, riunioni e, come
detto, come magazzini di enti pubblici. Va tenuto presente che
la regione Toscana non ha mai presentato un progetto organico
per la loro utilizzazione e che, a tutt'oggi, essa non è
prevista in alcun programma.
Queste colonie, a nostro parere, ben possono essere
ristrutturate e destinate ad istituti universitari o come case
albergo per studenti. Alcuni istituti della università di
Pisa, quali i dipartimenti di medicina, lettere, matematica,
potrebbero trasferire alcune aule nelle colonie, rendendo
disponibili strutture cittadine per le scuole secondarie che,
da anni, lamentano la mancanza di spazio.
E' da tener presente che per tutte queste colonie il piano
regolatore generale attualmente consente interventi funzionali
alla utilizzazione a scopi sociali da parte di enti
pubblici.
2) L'ex ospedale militare, il cui edificio è ancora
valido, può essere ristrutturato.
3) La vecchia colonia con teatro è abbandonata mentre il
litorale pisano non dispone di un teatro, nemmeno nei mesi
estivi. Ristrutturare la vecchia colonia è una necessità per
la zona e la gestione del teatro può ben venire affidata ad un
ente autonomo.
La valorizzazione di questi complessi comporta anche la
necessità di altre strutture al fine di dare a tutto il
comprensorio una sua articolata ed armonica funzione. Ed in
primo luogo pensiamo al porto turistico di Marina di Pisa, del
quale si parla da decenni: fu l'argomento di uno dei primi
interventi in Parlamento dell'indimenticato onorevole Giuseppe
Niccolai, nel lontano 1968.
Sono trascorsi oltre trenta anni. Nonostante le molte
promesse tutto è rimasto fermo, anche se sulla zona si sono
già puntati gli occhi del gruppo FIAT. E' indispensabile,
inoltre, collegare la ristrutturazione della Golena d'Arno con
l'attuale condizione giuridica della tenuta di San Rossore,
per evitare sovrapposizione di iniziative, in una zona in cui
l'indotto cantieristico rappresenta una delle opportunità più
interessanti.
Marina di Pisa, come porto turistico, ha bisogno di
supporti tecnici per la realizzazione di 700/800 posti barca,
in aggiunta a quelli esistenti nella Golena d'Arno, mentre la
spiaggia necessita di lavori per evitare l'erosione, e tutto
il litorale richiede un urgente ripascimento.
In questo contesto si inserisce il problema dei terreni ex
Cosmopolitan. Anche se la proprietà spera, da decenni, in una
operazione immobiliare, per noi è ancora valida l'ipotesi, non
priva di significato, di una riattivazione degli studios
cinematografici. Riattivazione che, con la crisi attuale del
cinema, potrebbe apparire difficile; ma con le TV europee in
grado di gestire studios funzionanti in aree a basso
costo, il progetto può essere fattibile. In via subordinata
l'area potrebbe venire utilizzata o per fiere e mostre, e già
alcuni commercianti si sono dichiarati favorevoli, oppure per
una mostra stabile. L'area, inoltre, si presta per iniziative
culturali o per iniziative commerciali consorziate.
E' ben noto, inoltre, il verde della zona, patrimonio di
primaria importanza. Ma oggi il cittadino è stato di fatto
espulso dal parco, dato l'abbandono ed il degrado. E'
necessario, quindi, che nel disinteresse degli organi preposti
vi sia un ente che, con l'aiuto-supporto delle associazioni
ambientalistiche private, predisponga una serie di iniziative
che ne garantiscano la godibilità.
Infine, ma primo per importanza, si colloca il problema
della viabilità. Attualmente il collegamento con Pisa e
Livorno avviene tramite il viale D'Annunzio SS224. Per gran
parte dell'anno, ed in particolare nei giorni festivi ed
estivi, per fare pochi chilometri occorre più di un'ora. Se si
intende dare uno sviluppo al litorale, occorre prevedere il
raddoppio di questa strada, e fare in modo che il nuovo
casello autostradale di San Piero, che verrà collegato con la
superstrada Firenze-Pisa-Livorno, sia collegato anche con il
viale d'Annunzio e la via Pisorno.
Rapportata strettamente alla viabilità è la individuazione
delle aree di insediamento per l'edilizia residenziale.
Ristrutturando il comprensorio attraverso l'intelligente
opera di un ente di valorizzazione, nella zona ben potrebbero
svilupparsi le preziose attività delle inizia-
tive artigianali soprattutto nel settore cantieristico,
tenendo conto che da anni gli artigiani del litorale pisano
attendono la concessione di questa zona, non sapendo più come
svolgere le loro attività e tanto meno come svilupparle.
Come si vede da questa puntualizzazione, si tratta di
recuperare alla economia del comune di Pisa una zona di
estremo interesse per la potenzialità che racchiude.
Problema, in sé, non semplice ma risolvibile attraverso un
ente di valorizzazione, come quello che proponiamo, e che
tende a mobilitare, con il concorso dello Stato, le più sane
iniziative del comune e della provincia soprattutto nel loro
stesso interesse.
Sottoponiamo quindi la presente proposta di legge alla
cortese attenzione degli onorevoli colleghi e, aperti a tutti
i suggerimenti che vorranno dare, ne sollecitiamo
l'approvazione.