II Commissione - Resoconto di marted́ 30 giugno 1998


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IN SEDE CONSULTIVA

Martedì 30 giugno 1998. - Presidenza dei Presidente Giuliano PISAPIA. - Intervengono il ministro di grazia e giustizia Giovanni Maria Flick ed il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia Franco Corleone.

La seduta comincia alle 14,50.

Disegno di legge:
Finanziamento progetti per la prosecuzione del progetto di ricostruzione dell'Albania (esame C. 4961 Governo, approvato dal Senato).
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

Raffaele MAROTTA (gruppo forza Italia), relatore, dopo aver illustrato il provvedimento in esame, che costituisce una ulteriore concretizzazione dell'impegno italiano nella soluzione della questione albanese, autorizzando una spesa di sessanta miliardi diretti alla ricostruzione sociale ed economica del Paese, propone alla Commissione di esprimere parere favorevole.

Pierluigi COPERCINI (gruppo Lega nord per l'indipendenza della Padania) è consapevole della opportunità dal punto di vista umanitario di prestare sugli aiuti all'Albania, tuttavia non condivide gli interventi che il Governo italiano ha fatto finora, né tanto meno quelli che si propone di fare. È preoccupato che l'Italia esporti in Albania anche tutte quelle storture che sono insite nel nostro sistema di Stato. Ricorda che sono stati fatti anche degli interventi non ufficiali da parte del Governo italiano, che certo non hanno giovato alla stabilità ed alla economia dell'Albania. Osserva l'assoluta mancanza di trasparenza circa la proprietà delle imprese italiane con capitale privato che si sono installate in Albania. Occorrerebbe verificare la maniera in cui i fondi italiani trasferiti in Albania sono realmente utilizzati. Nel parere la Commissione dovrebbe porre una osservazione secondo la quale dovrebbe essere prevista una norma diretta a rendere trasparente l'assetto proprietario delle società italiane che hanno sede in Albania.

Giuliano PISAPIA, Presidente, osserva che si tratterebbe di una osservazione che esula dalle competenze della Commissione Giustizia. Nessun altro chiedendo di intervenire pone in discussione la proposta di parere favorevole del relatore.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 15.


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PARERE SU ATTI DEL GOVERNO

Martedì 30 giugno 1998. - Presidenza del Presidente Giuliano PISAPIA. - Intervengono il ministro di grazia e giustizia Giovanni Maria Flick ed il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia Franco Corleone.

La seduta comincia alle 15.

Richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo concernente il recepimento della direttiva 94/47/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente la tutela dell'acquirente per taluni aspetti dei contratti relativi all'acquisizione di un diritto di godimento a tempo parziale di beni immobili (D0216).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del decreto legislativo rinviato nella seduta del 25 giugno 1998.

Luigi OLIVIERI (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo), relatore, presenta la seguente proposta di parere:
Parere favorevole con le seguenti condizioni:
ridefinire l'aspetto sistematico relativamente al profilo della tutela dell'acquirente per una chiara puntualizzazione dell'istituto dell'acquisizione di un diritto parziale di godimento a tempo parziale su beni immobili al fine di risolvere le incertezze interpretative;
per quanto concerne il diritto di recesso ed il divieto di acconti, con riferimento all'articolo 5, primo comma, del decreto legislativo, occorre meglio specificare che l'acquirente deve rimborsare al venditore solo le spese sostenute e documentate per la conclusione del contratto di cui è fatta menzione nello stesso e che corrispondono ad atti da espletare tassativamente prima dello scadere del periodo di recesso. Solo inserendo tale precisazione si assicura la conformità al dettato della direttiva;
riformulare l'articolo 6 dello schema di decreto legislativo che richiama il generale divieto di acconti al fine di impedire che al consumatore venga chiesto un anticipo delle spese necessarie per la conclusione del contratto;
adeguare l'entità della sanzione prevista dall'articolo 12;
prevedere un capitale sociale minimo che si suggerisce in 5 miliardi per le società di capitale che hanno ad oggetto l'acquisizione di un diritto parziale di godimento a tempo parziale su beni immobili.

Giuliano PISAPIA, Presidente, ritiene che sarebbe opportuno prevedere fra le osservazioni la previsione di una polizza fidejussoria che garantisca l'acquirente.

Luigi OLIVIERI (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo), relatore, dichiara di essere favorevole a tale osservazione.

Vittorio TARDITI (gruppo forza Italia) ritiene opportuno che sia fissato un congruo termine per la presentazione di emendamenti alla proposta di parere dello relatore.

Giuliano PISAPIA, presidente, propone che il termine sia fissato per martedì 7 luglio 1998, alle ore 11.

La Commissione approva la proposta del Presidente di fissare il termine di presentazione di emendamenti alla proposta di parere del relatore a martedì 7 luglio 1998, alle ore 11.

Giuliano PISAPIA, Presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15,10.


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IN SEDE REFERENTE

Martedì 30 giugno 1998. - Presidenza del Presidente Giuliano PISAPIA. - Intervengono il ministro di grazia e giustizia Giovanni Maria Flick ed il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia Franco Corleone.

La seduta comincia alle 15,20.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Angelo ALTEA (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo) rileva che è per lunedì prossimo 6 luglio è previsto il secondo sciopero nazionale del personale civile penitenziario. Osserva che su tale questione il Governo non si è pronunciato.

Il Ministro Giovanni Maria FLICK dichiara che il Governo è pronto ad esaminare le questioni che stanno alla base nelle agitazioni previste. Queste sono state principalmente determinate dalla ipotesi del passaggio della materia della sanità penitenziaria al Ministero di sanità. Ricorda riguardo a tale questione di aver fatto più volte presente l'opportunità di un coordinamento tra il Ministero di grazia e giustizia e quello di sanità in considerazione della estrema delicatezza della materia, che coinvolge tanto aspetti sanitari quanto esigenze proprie dell'ordinamento penitenziario.

Giuliano PISAPIA, Presidente, ritiene che sarebbe opportuno presentare sulla materia della sanità penitenziaria un ordine del giorno.

Luigi OLIVIERI (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo) ricorda che la Commissione Giustizia ha già espresso alla Commissione affari sociali parere contrario sull'emendamento che trasferiva le competenze sulla sanità penitenziaria dal Ministero di grazia e giustizia al ministero della sanità. L'emendamento è stato quindi riformulato prima dalla Commissione affari sociali e poi dal comitato dei nove. È da stabilire pertanto se il testo così come riformulato sussistano ancora delle perplessità. A tale proposito dichiara che prenderà contatto con i colleghi del Senato, per verificare l'opportunità di verificare un conseguente ordine del giorno.

Proposte di legge:
C. 154 Corleone e C. 4010 Pisapia.
Incompatibilità del regime carcerario per i malati di AIDS.
(Rinvio del seguito dell'esame).

Giuliano PISAPIA, Presidente, in attesa che la Commissione Affari sociali esprima il parere di competenza, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Proposte di legge:
Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, attività praticanti avvocati, ingiusta detenzione, competenza territoriale pubblico ministero e riti alternativi (seguito esame C. 411 Scoca, C. 882 Nicola Pasetto, C. 1113 Anedda, C. 1182, Saraceni, C. 1210 Bonito, C. 1507 Pisapia, C. 1869 Carmelo Carrara, C. 1958 Anedda, C. 1991 Maiolo, C. 1995 Maiolo, C. 2314 Berselli, C. 2655 Carmelo Carrara, C. 2656 Carmelo Carrara, C. 2968 Governo, C. 3464 Pisanu, C. 3728 Saraceni, C. 4382 Pisapia, C. 4440 Giuliano, C. 4590 Cola, C. 4625-bis Governo, C. 4707 Pisapia).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella riunione del 23 giugno scorso.

Giuliano PISAPIA, Presidente, avverte che sono stati presentati subemendamenti (vedi allegato) alla proposta di nuovo testo unificato dei progetti di legge nn. 411 ed abbinate che il relatore ha presentato il 23 giugno scorso. Considerato che si tratta di un insieme di articoli interamente sostitutivi del testo unificato adottato dalla Commissione come testo base nella


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seduta del 12 maggio 1998, propone di porre in votazione la proposta di adottare come nuovo testo base il testo unificato dei progetti di legge nn. 411 ed abbinate presentato dal relatore nella seduta del 22 giugno 1998.

La Commissione delibera quindi di adottare il nuovo testo unificato proposto dal relatore quale testo base per il seguito dell'esame.

Giuliano PISAPIA, Presidente, avverte che, conseguentemente, i subemendamenti presentati saranno considerati emendamenti al nuovo testo base.

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Gazzilli 17.01.

Gaetano PECORELLA (gruppo forza Italia) dichiara, in ordine agli emendamenti soppressivi dell'articolo 18, di essere contrario alla previsione di una udienza predibattimentale che poi in realtà è di fatto un vero e proprio momento del dibattimento, in quanto è incompatibile con il processo ispirato ai principi del processo accusatorio. Si tratta di un vero e proprio momento inquisitorio del processo, che viene ad acquisire, attraverso un espediente procedurale, anticipando gli aspetti inquisitori ad un momento precedente al dibattimento, la tipica struttura del processo penale antecedente alla riforma del 1988. In realtà il giudice dell'udienza predibattimentale, che dovrebbe limitarsi ad una valutazione sulla congruità della prova, procede ad una vera e propria prognosi dei fatti basata non tanto sui dati sussistenti al momento del suo giudizio, quanto sulla base di elementi che dovrebbero essere propri di una fase successiva. Si ha pertanto la trasformazione di questo giudice in giudice del merito. Ammettendo le prove, infatti, condiziona anche la fase del dibattimento. Il giudice del dibattimento, che è estraneo all'udienza predibattimentale, non può non essere condizionato dal giudice predibattimentale, che attraverso la motivazione dell'ordinanza di ammissione delle prove, compie una prognosi di fondatezza delle medesime, consentendo al giudice del dibattimento la precostituzione della sua convinzione in ordine all'esito del dibattimento stesso. Si può ben dire, che una parte consistente della decisione finale è fatta da un giudice, peraltro monocratico, che non partecipa alla fase del giudizio diretta a tale decisione, attribuita al giudice collegiale. Si ha l'introduzione nuovamente nel processo penale della figura del giudice istruttore.
Ritiene che per garantire i diritti delle parti sarebbe opportuno procedere alla modifica della disciplina dell'udienza preliminare piuttosto che prevedere il filtro dell'udienza predibattimentale.

Giuliano PISAPIA, Presidente, dopo aver espresso perplessità sul fatto che vi sia un giudice che decide sull'ammissione delle prove prima di decidere il rinvio a giudizio sottolinea che la Commissione deve in primo luogo soffermarsi sul concetto che sta a base del nuovo testo unificato, secondo la quale occorre creare un giudice che faccia da filtro che sia più vicino al giudice del dibattimento che al pubblico ministero.

Gaetano PECORELLA (gruppo forza Italia) ritiene che la cultura dei giudici non muta cambiando le regole del processo, cioè prevedendo un ulteriore filtro, trattandosi piuttosto di un problema di carattere istituzionale.

Gian Franco ANEDDA (gruppo alleanza nazionale) dichiara di essere contrario alla previsione della udienza predibattimentale, che di fatto si riduce ad un momento del dibattimento, attribuendo, al giudice predibattimentale il potere di ammettere di ufficio le prove. Si tratta di un dibattimento senza le garanzie del dibattimento, quali l'esame ed il controesame dei testimoni.
Il problema da porsi è comunque quello di stabilire quale sia l'obiettivo che sta alla base del nuovo testo unificato adottato dalla Commissione.


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Il fine dovrebbe essere quello di trovare il giusto equilibrio tra l'esigenza di una massima garanzia per le parti e la celerità del processo. Il testo in esame non realizza di certo questo equilibrio. Occorrerebbe comunque incentivare maggiormente i riti abbreviati, senza comunque far perdere di efficacia alla pena.
Il testo in esame non consente una accelerazione dei tempi del procedimento, in quanto il ritardo dei processi penali non deriva certamente dalle poche udienze che sono fissate per le questioni preliminari. Il momento dell'arresto del processo è quello dell'istruttoria. Il provvedimento in esame, invece, opera un vero e proprio raddoppiamento della fase del dibattimento, facendo peraltro venire meno le garanzie per le parti. Ritornando al sistema delle domande delle parti formulate attraverso il filtro del giudice che in tal modo è in grado di condizionare la risposta.
Ritiene che sussista anche un problema organizzativo, in quanto i piccoli tribunali non avranno le strutture ed il personale sufficiente per garantire la funzionalità di un processo che prevede un ulteriore fase. Si chiede come sia possibile che nei tribunali di piccole dimensioni il giudice possa garantire la terzietà.

Mario GAZZILLI (gruppo forza Italia) dichiara di condividere quanto affermato dai deputati Pecorella e Anedda. Ritiene che si debba riflettere anche sulla presentazione di un nuovo testo unificato da parte del relatore che non tiene in alcun conto le audizioni che si sono svolte e gli emendamenti presentati al testo precedente.

Gaetano PECORELLA (gruppo forza Italia) ritiene che la nuova formulazione dell'articolo 433 sia da considerare incostituzionale in quanto viola il principio della conservazione degli atti.

Francesco BONITO (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo) ritiene che il relatore, formulando la proposta del nuovo testo unificato, abbia tenuto conto tanto degli esiti delle audizioni svolte tanto della indicazioni emerse dagli emendamenti al testo precedente.
Dichiara che il suo gruppo è favorevole alla previsione di un udienza predibattimentale in quanto si è più volte espressa la necessità di intervenire sul momento di filtro al dibattimento, in quanto il giudice delle indagini preliminari troppe volte si è appiattito sulle posizioni del pubblico ministero. Sottolinea l'importanza dello spostamento ditale filtro dal momento delle indagini al momento del dibattimento. Pertanto, non può condividere le osservazioni espresse dal deputato Pecorella. Ritiene che sia possibile modificare il nuovo testo unificato, accogliendo le diverse proposte che saranno formulate, sia pure rimanendo nell'ottica della previsione dell'udienza predibattimentale.
Quanto alla obiezione della carenza strutturale dei tribunali in ordine alla previsione di una nuova fase di filtro, osserva che il provvedimento in esame si riferisce non ai tribunali oggi presenti, ma a quelli che si avranno una volta istituito il giudice unico di primo grado.

Vincenzo SINISCALCHI (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo) dichiara di condividere l'impianto del nuovo testo unificato, che recupera alla fase antecedente al dibattimento, senza depotenziare l'udienza preliminare, tutto ciò che non incide sul momento centrale della formazione della prova. Il tentativo è quello di dare un senso all'udienza preliminare prevedendo un momento, quello dell'udienza predibattimentale, in cui il processo inizia a diventare un fase di cognizione vera e propria. Non condivide le obiezioni di chi considera l'udienza predibattimentale come un momento di anticipazione della formazione della prova o comunque come fase precostituita del giudizio. Non si ha infatti alcun spostamento dell'asse della formazione della prova in sedi diverse da quelle del dibattimento, in quanto ciò che si anticipa è una formazione che si può definire formale della prova ed una serie di atti non ripetibili.


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Giuliano PISAPIA, Presidente, ribadisce che la Commissione deve in primo luogo sciogliere il nodo della questione relativa all'udienza predibattimentale, trattandosi di un momento pregiudiziale rispetto all'esame del provvedimento.

Luigi VITALI (gruppo forza Italia) dichiara di condividere pienamente le osservazioni dei deputati Pecorella ed Anedda. Ritiene che la riforma dovrebbe essere diretta a rafforzare maggiormente le garanzie della difesa nella fase del dibattimento. Ricorda che il testo unificato è stato oggetto di critiche da parte di tutte le componenti dell'ordinamento giudiziario.
Sottolinea che in base al principio della contestazione ai sensi dell'articolo 500 del codice di procedura penale, l'udienza predibattimentale determina la precostituzione della prova in una fase in cui la difesa non è in grado di partecipare.

Raffaele MAROTTA (gruppo forza Italia) ritiene che il tema probatorio si delinea con l'ammissione della prova da parte del giudice predibattimentale. Le parti possono chiedere l'ammissione di prove escluse, ma rimane il fatto che comunque il tema probatorio è stato già prefissato.
Osserva che il provvedimento in esame rappresenta una vera e propria riforma di gran parte del codice di procedura penale. Ricorda che era ben altro l'obiettivo prefissato al momento in cui la Commissione ha iniziato l'esame delle proposte di legge a firma rispettivamente dei deputati Pisapia e Giuliano e del disegno di legge del Governo, diretti a sanare la mancanza di garanzie nel rito monocratico rispetto a quello collegiale.
Invita il Ministro ad esprimersi su questo punto, cioè sull'opportunità di ridimensionare l'intervento sul codice di procedura penale.

Pasquale GIULIANO (gruppo forza Italia) dichiara di condividere le perplessità espresse dal deputato Marotta. Ricorda altresì il giudizio negativo espresso tanto dall'Unione delle Camere penali quanto dall'Associazione nazionale magistrati sul testo unificato. Ritiene infine che l'appiattimento delle posizioni del giudice per le indagini preliminari su quelle del pubblico ministero sia stato determinato da ragioni meramente organizzative, cioè determinate dall'esiguità degli organici della magistratura.

Il Ministro Giovanni Maria FLICK sottolinea la necessità della rapida approvazione del provvedimento. Pur ricordando che il Governo inizialmente ha presentato un disegno di legge finalizzato principalmente alla applicazione delle garanzie previste per il rito collegiale anche al rito monocratico, dichiara di condividere il contenuto del nuovo testo unificato formulato dal relatore ed adottato dalla Commissione come testo base. Si tratta di un testo equilibrato, in quanto non prevede una ipotesi generalizzata, cioè prevista per tutti i reati dell'udienza predibattimentale. Nell'ipotesi in cui non vi è pertanto alcun rischio di predisporre una disciplina del processo alla quale le strutture non siano in grado di dare una risposta. Ritiene necessario potenziare la fase di filtro attraendola al momento dell'udienza predibattimentale.
Esprime pertanto parere favorevole sul nuovo testo unificato, in quanto considerandolo globalmente non compromette, anzi le assicura le esigenze di garanzia per le parti.

Giuliano PISAPIA, Presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani mercoledì luglio alle ore 14.45.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Vittorio TARDITI (gruppo forza Italia) invita il Ministro ad attivarsi affinché il Senato provveda alla approvazione del progetto di legge sulla depenalizzazione, trasmesso ormai da tempo dalla Camera dei deputati. Rileva che si assiste, in attesa


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che tale progetto sia approvato, ad una serie continua di rinvii delle udienze che hanno per oggetto quei reati che dovrebbero essere depenalizzati.

Il ministro Giovanni Maria FLICK assicura che l'approvazione di tale progetto di legge è una delle priorità del Governo poste al Senato.

Giuliano PISAPIA, Presidente, ricorda che la Commissione è convocata per domani 1o luglio alle ore 8.30, in sede referente, per esaminare gli emendamenti al testo base della proposta di legge n. 455 ed abbinate.
La Commissione è altresì convocata in sede referente domani mercoledì 1o luglio alle ore 14.45 per l'espressione dei pareri del relatore e del Governo e per esaminare gli emendamenti soppressivi dell'articolo 18. Nella stessa seduta saranno esaminati gli abbinati progetti di legge 4638 e 4943 sui collegi sindacali e le abbinate proposte 154 e 4010 in tema di incompatibilità in tema di incompatibilità del regime carcerario per i malati di AIDS.

La seduta termina alle 16,50.